SI RIUNISCE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI. MANCANO 2 MILIARDI DI EURO NEI CONTI 2001 DELLE REGIONI Presto la Sanità anche privata. Oggi la nuova stretta alla spesa farmaceutica - la Stampa, Venerdì 28 Giugno 2002

da "La Stampa" Venerdì 28 Giugno 2002


SI RIUNISCE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI.
MANCANO 2 MILIARDI DI EURO NEI CONTI 2001 DELLE REGIONI
Presto la Sanità anche privata
Oggi la nuova stretta alla spesa farmaceutica


Il governo conta di risparmiare «qualche migliaio di miliardi di vecchie lire» sulla spesa sanitaria con il decreto che sarà approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Lo si è appreso al termine della riunione informale di ieri tra il ministero del Tesoro e le regioni sul monitoraggio della spesa sanitaria. Secondo il responsabile del dipartimento farmaceutico di Forza Italia, Fabio Minoli, solo la revisione del prontuario delegata alla Commissione Unica del Farmaco dovrebbe comportare un risparmio di 2 mila miliardi di lire.

Nel decreto, tuttavia, dovrebbero trovare spazio anche altre misure di contenimento della spesa, a cominciare dall´estensione del meccanismo di rimborso dei farmaci al prezzo più basso sul mercato, per finire, forse, con una nuova misura sulla copertura temporale dei brevetti. Le misure che saranno varate oggi rappresentano qualcosa di più di un tampone all´emorragia della spesa, ma non ancora la soluzione definitiva del problema.

Le regioni, cui l´accordo dell´8 agosto 2001 ha delegato la gestione della sanità, non riescono a far quadrare i conti, e lo Stato non è disponibile a concedere nuove risorse oltre a quelle già in preventivo. Esclusa la reintroduzione del ticket nazionale, è quasi scontato, e il governo lo ha confermato ieri, che si arrivi a una revisione delle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale in funzione del reddito dei cittadini.

«Per la sanità bisognerà passare a un sistema misto, con una parte pubblica i cui livelli di finanziamento siano compatibili con il bilancio dello Stato, affiancato da meccanismi che consentano la ripresa dei sistemi mutuo-assicurativi» ha detto ieri in Senato il sottosegretario all´Economia, Giuseppe Vegas. Il decreto di domani potrà agire in modo consistente sulla dinamica della spesa, ma «per il futuro devono essere assunti ulteriori interventi» ha detto Vegas. «Non si tratta di smantellare il sistema pubblico, ma di renderlo efficiente. Il sistema pubblico deve restare il cardine della sanità, ma è messo in competizione con un sistema privato, dove i cittadini possono assicurarsi ed eventualmente detrarre l´onere delle polizze».

Oltre ad aumentare il grado di deducibilità delle assicurazioni dalle dichiarazioni dei redditi, in questo caso, il governo potrebbe ampliare anche il ventaglio delle prestazioni sanitarie accessibili alle mutue private. Una revisione più profonda del sistema sembra inevitabile. La verifica sui conti sanitari delle regioni del 2001, in corso al Tesoro, ha confermato l´esistenza di squilibri consistenti. La spesa ha sforato il tetto di 4 miliardi di euro, quasi 8 mila miliardi di vecchie lire. «Doveva fermarsi a 71,2 miliardi di euro ed è arrivata a 75,6» ha detto Vegas, spiegando che «una parte della spesa è stata coperta dalle misure delle regioni», come ticket, addizionali Irpef ed Irap, «per 1,54 miliardi di euro, che sommati ai risparmi garantiti dal governo con il decreto sulla spesa farmaceutica, portano l´entità della correzione a 1,9 miliardi di euro».

La discussione in corso tra il governo e le regioni verte proprio sui 2,1 miliardi mancanti all´appello. Chi ha coperto con le manovre regionali il proprio buco sanitario può star tranquillo, ma con chi si è rivelato inadempiente il Tesoro è intenzionato a usare la linea dura. Una delle ipotesi esplicitamente prevista dall´accordo del 2001, è che queste regioni vengano penalizzate dalla mancata distribuzione dell´integrazione dei fondi 2001, ma non si escludono interventi di altro tipo. In ogni caso la conclusione della verifica sui conti, prevista per il 4 luglio, è stata rinviata di qualche giorno. Inutile dire che l´idea del sistema sanitario misto non piace all´opposizione parlamentare e preoccupa i sindacati. «Il sistema misto è quello della doppia sanità - ha detto ieri Rosy Bindi, responsabile delle politiche sociali della Margherita - e a farne le spese sono i ceti medi costretti a sobbarcarsi i costi assai onerosi di una assicurazione privata per tutelare la salute, un diritto garantito dalla costituzione. Si pensa di far pagare direttamente l'assistenza a chi ha redditi medio alti, magari con l´attrattiva di forti sconti fiscali, lasciando il servizio nazionale come un servizio di serie B per i più bisognosi».


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