da "La Gazzetta di Modena", Mercoledì 19 giugno 2002
Medici specializzandi, allo sciopero aderiscono quasi tutti
Mancano i fondi per i contratti, per due giorni sono rimasti a braccia
incrociate
Lo sciopero dei medici specializzandi ha avuto successo. Se i loro rappresentanti sindacali hanno annunciato un'adesione plebiscitaria, sicuramente un bello spaccato dei dottori in formazione era rappresentato all'assemblea che ieri mattina si è svolta in Facoltà. E dei 600 medici in formazione specialistica, più di un terzo era lì (in foto). Quasi tutti hanno incrociato le braccia lunedì e ieri per lo sciopero nazionale. (Nessun dato sull'adesione è giunto da Università e Policlinico). In due ore di assemblea si è discusso delle motivazioni dell'agitazione che coinvolge una figura professionale a metà strada tra l'università e la professione ospedaliera. Un'ambiguità legale che si ripercuote a livello generale, tanto che le decisioni vengono prese di comune accordo tra vari ministeri.
«Sul versante economico - ha spiegato il dottor Mauro Maurantonio, segretario modenese dell'Amsce - chiediamo un immediato reperimento dei fondi per la copertura finanziaria dei nostri contratti. In altre parole, non ci pagano. A questo aggiungiamo anche la richiesta di un'integrazione di quanto ci spetta sul piano previdenziale e assicurativo».
«Chiediamo anche che il nostro contratto di lavoro specifichi chiaramente gli obiettivi didattico-formativi».
A questi due punti, se ne aggiunge uno modenese. La nostra è stata la prima sede universitaria che ha predisposto a livello locale un protocollo che la Regione aveva già firmato con le 4 università e le Ausl per la formazione degli specializzandi. Una formazione che dovrebbe seguire criteri uniformi. Finora, dicono gli scioperanti, è tutto sulla carta. Intanto, per gli specializzandi non ci sono contratti ma solo borse di studio.