da "il Sole 24 Ore", giovedì 4 settembre 2003
Sanità, confronto in salita
Resta ferma l'intesa per medici e dirigenti - Stimati costi per 1,2 mld
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ROMA - Autunno rovente per i contratti della Sanità, scaduti da oltre 20 mesi e su cui i sindacati già minacciano battaglia. Una partita da 1,21 miliardi per il 2002-2003 che con gli oneri riflessi costerà alle aziende sanitarie 1,66 miliardi. Gli aumenti mediamente valgono circa 103 euro lordi al mese per il personale non dirigente, 268 per i medici e euro per i dirigenti non medici. Il 10 settembre i sindacati confederali apriranno le danze con le trattative per il personale non dirigente (infermieri, tecnici sanitari, della riabilitazione, della prevenzione ecc.). L'unico per il quale il Consiglio dei ministri abbia per il momento approvato la direttiva del Comitato di settore all'Aran. Cgil, Cisl e Uil vogliono chiudere in fretta: entro settembre ha dichiarato la Cgil già minacciando, in alternativa, scioperi. Ancora in stand by, invece, i contratti dei circa 120mila medici e dirigenti non medici del Ssn (servizio sanitario nazionale). Le direttive del Comitato di settore sono approdate a Palazzo Chigi assieme a quelle del personale, ma le proteste di molti sindacati dei camici bianchi e l'incertezza sulla revisione dell'organizzazione del lavoro medico ne hanno frenato il via libera. Problema-chiave quello dell'esclusiva del rapporto di lavoro con il Ssn, introdotta dalla riforma ter (Dlgs 229/1999) e che ora si vorrebbe rendere reversibile. Ma allora, ammoniscono le Regioni, tutto il meccanismo va ricontrattato, indennità di esclusiva compresa (circa 700 euro in media al mese procapite). E i medici sono insorti: questo argomento non si tocca. E tanto meno l'orario di lavoro che le proposte sul nuovo contratto ritengono incrementabile con la massima flessibilità aziendale, per legare il premio al raggiungimento di maggiori risultati. «I contratti sono una sfida, ma anche un'opportunità - ha commentato le critiche Romano Colozzi, presidente del Comitato di settore della Sanità e assessore lombardo al Bilancio - e credo sia il caso per tutti di mantenere un atteggiamento costruttivo. Nelle trattative, sono convinto, si potrà trovare un punto d'intesa». Ma i rinnovi non si fermano qui. Un altro appuntamento è quello delle convenzioni con il Ssn: oltre 100mila operatori tra medici di base, specialisti delle Asl, pediatri di famiglia ecc. Sono in attesa del via libera all'atto di indirizzo all'organismo regionale che dovrà trattare i nuovi accordi nazionali. Che nel loro caso sono scaduti ormai da oltre 30 mesi. |
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