da "il Sole 24 Ore Sanità", 29 novembre 2002


Intramoenia, incassi "magri" per le aziende


Non è andata male ai medici pubblici che hanno scelto l'esclusività del rapporto di lavoro col servizio pubblico. Oltre a 1,5 miliardi di euro di premio contrattuale incassato per la fedeltà al Sistema sanitario nazionale, i camici bianchi che hanno fatto la libera professione dentro le mura delle aziende pubbliche hanno aggiunto allo stipendio altri 600 milioni di euro. Mentre il Ssn dei ricavi dell'attività libero professionale intramoenia ha potuto trattenere ben di meno: poco più di 90 milioni di euro.

Mentre il Senato con la Finanziaria 2003 ha allo studio un deciso allentamento della "riforma Bindi" sull'esclusività del rapporto di lavoro dei medici pubblici, ecco arrivare in Parlamento i dati più aggiornati dei risultati sul "dare e avere" dell'esclusività dei camici bianchi.

A presentarli, in un'articolazione mai così capillare, è stata Laura Pellegrini, direttore generale dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali (Assr), in un'audizione svoltasi ieri alla Camera nell'ambito di un'indagine della commissione Affari sociali. Numerosi, e significativi, i risultati del rapporto consegnato dall'Assr. A cominciare dall'esercito dei medici che hanno scelto l'esclusività e la libera professione intramuraria: 92.991, pari al 90,36% del totale. Ai quali si aggiungono gli altri dirigenti del "ruolo sanitario", la cui scelta per il Ssn è stata a dir poco "bulgara": 98 per cento.

Valori da leggere tra le righe, naturalmente. Tra i medici, per fare un esempio, gli odontoiatri sono stati i meno entusiasti: solo il 57% ha scelto il rapporto esclusivo col Ssn, viste le potenzialità del mercato esterno. Viceversa, tra gli altri dirigenti sanitari non medici l'opzione per il Ssn era da considerarsi praticamente irrinunciabile per le scarse possibilità di lavoro extra: dirigenti biologi, fisici e chimici hanno optato al 100% per il servizio pubblico. Tra i 2.265 dirigenti farmacisti del Ssn, appena 2 hanno deciso di lavorare anche all'esterno.

Ecco poi il capitolo dei costi e dei ricavi. Complessivamente l'esclusività del rapporto di lavoro spalmata tra gli oltre 110mila dirigenti medici e del ruolo sanitario, è costata al Ssn 1,129 miliardi di euro a cui si sono aggiunti altri 150 milioni di euro circa per gli oneri riflessi. Tremila miliardi delle vecchie lire, insomma, per aumenti medi lordi di stipendio calcolati all'epoca in circa 750 di euro (1,5 milioni di lire).

L'attività libero professionale intramuraria dei medici, intanto, ha prodotto ricavi per 700 milioni di euro, la gran parte dei quali al Nord (440 milioni di euro circa) dove i cittadini hanno manifestato più interesse per la libera professione nel Ssn nonostante soprattutto al Sud i medici abbiano optato massicciamente per il rapporto esclusivo. Il costo medio pro-capite per cittadino è stato di 17 euro , con le punte massime di 20 in Piemonte e minime di 2 euro in Calabria. Dei ricavi totali realizzati al Ssn sono rimaste le briciole: il 13 per cento.


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