da "il Sole 24 Ore Sanità", 24 - 30 Dicembre 2002


Il buco causato da qualifiche, neo-assunzioni e “fedeli” in abbondanza

INTRAMOENIA/ Secondo i calcoli Aran i bilanci locali hanno pagato 361,51 mln in più

Regioni, l’esclusiva costa cara


Una spesa che ha superato le previsioni di 282,50 milioni (547 miliardi di vecchie lire) rispetto a quella prevista di circa 838 milioni. Un “buco” che con gli oneri riflessi cresce a 361,51 milioni (700 miliardi di vecchie lire). È costata cara l’indennità di esclusiva di medici e dirigenti sanitari alle Regioni. E i governatori lanciano l’allarme dopo i conti che l’Aran gli ha consegnato in occasione delle verifiche sull’attività libero-professionale dei camici bianchi, sollecitate in vista di un possibile cambio di rotta con la Finanziaria 2003 proprio per il regime dell’esclusività.

Le tabelle elaborate dall’Agenzia (e pubblicate in queste pagine), espresse ancora in lire poiché riferite al 1999 e al 2000, parlano chiaro: il contratto aveva stimato che l’indennità avrebbe dovuto essere pagata all’80% dei medici e al 97% dei dirigenti non medici. Ma se le opzioni per l’esclusiva al momento della firma dell’accordo hanno rispecchiato in linea di massima le previsioni, le scelte successive e i nuovi assunti hanno pesato tra i camici bianchi per un 8,87% in più. Mentre le cose restano praticamente tali e quali per gli altri dirigenti che già in partenza erano stati stimati quasi tutti “fedeli” al Ssn, confermando anche l’altra recente rilevazione, quella dell’Assr (v. Il Sole- 24 Ore Sanità n. 47/2002) che li ha dati praticamente in esclusiva al 98 per cento.

In sostanza, al netto degli oneri riflessi, che incidono comunque sui bilanci delle amministrazioni locali per almeno il 30%, il contratto aveva previsto una spesa di 838,23 milioni (circa 1.624 miliardi di vecchie lire). Ma a questi si sono aggiunti 92,26 milioni per il maggior numero di dipendenti in forza al Ssn rispetto a quelli calcolati e altri 112,39 milioni tra opzioni successive e nuovi assunti. E ancora, l’Aran calcola 78,85 milioni di spese in più per il diverso “peso” delle qualifiche professionali dei dirigenti che hanno incassato l’indennità di esclusiva. Il premio di fedeltà, infatti, è maggiore tanto più anziano è il dirigente che lo incassa e tanto più elevata è la sua qualifica. In media vale infatti circa 750 euro al mese, ma parte da circa 200 euro per i giovani neo-assunti e sfiora i 1.400 euro per i dirigenti più anziani e alti in grado. Tredicesime comprese.

L’effetto anzianità e le “promozioni”, quindi, hanno inciso anche sulla voce destinata il 28,40% i dirigenti con più di 15 anni di anzianità professionale, il 42,02% quelli tra i 5 e i 15 anni di servizio e il 21,01% i “giovani” con meno di cinque anni di anzianità. Che rispettivamente hanno incassato per un anno 17.900 euro, 13.428 euro, 9.853 e 2.442 euro.

L’Aran non fa commenti sui dati. Ma per le Regioni, una situazione già sottostimata dei costi per l’esclusiva si trasformerebbe in una bomba a orologeria pronta a esplodere da un momento all’altro se, con l’abolizione della irreversibilità dell’opzione “promessa” ai medici del Ssn, saltasse ogni possibilità di fare calcoli preventivi degli oneri da sostenere.

Modifiche legislative che, con qualunque forma si presenteranno, i governatori giudicano «prive di qualsiasi copertura finanziaria». E come tali - concludono - richiederanno di ricontrattare ex-novo il sistema di finanziamento dell’esclusività.

 

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