da "il Sole 24 Ore", Martedì, 7 Settembre 1999
I medici puntano il dito contro le note sui farmaci.
ROMA A carico del cittadino o a carico del Servizio sanitario nazionale? Una domanda a cui non è facile rispondere se si parla di «sartani», un particolare tipo di farmaci antipertensivi, che negli ultimi mesi sono stati al centro di un dibattito scandito da prese di posizione del ministero della Sanità (favorevole alla prima ipotesi) e sentenze dei giudici amministrativi (convinti della seconda opzione) e che in questi giorni saranno al centro delle sedute della Commissione unica del farmaco che ne dovrà rivedere le modalità di prescrizione. Proprio la vicenda dei «sartani» ha offerto lo spunto al comitato centrale della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) per puntare, ancora una volta, il dito contro lintero sistema delle note Cuf che stabiliscono le modalità secondo cui si possono prescrivere i farmaci.
Sotto accusa sono «il continuo variare delle regole relative alle prescrizioni si legge in un comunicato della Fnom e il ritardo di informazione agli operatori sanitari circa i provvedimenti assunti e continuamente variati, che ingenerano confusione e sostanziano anche possibilità di rivalsa economica del Ssn nei confronti dei medici». Per questo i vertici della Fnom hanno chiesto al ministero della Sanità un incontro urgente per discutere di questi temi e per rivedere in toto il sistema delle note Cuf.
Allorigine di questa ennesima protesta dei medici contro le norme sulle prescrizioni cè la nota Cuf n. 73, con la quale nellagosto dell98 la Commissione unica del farmaco aveva deciso di limitare lerogabilità dei sartani a totale carico del Ssn (fascia A) ai casi in cui i pazienti ipertesi trattati con farmaci Ace-inibitori mostrassero effetti collaterali tali da sospendere il trattamento. Allinizio di luglio, però, il Tar Lazio ha censurato la nota Cuf n. 73 stabilendo che i sartani devono rientrare a pieno titolo nella fascia A. In quelloccasione, la Commissione unica del farmaco aveva però annunciato un immediato ricorso al Consiglio di Stato affermando che, nelle more del pronunciamento del giudice amministrativo di secondo grado, i farmaci antipertensivi avrebbero continuato a essere prescritti secondo le disposizioni della nota 73. Ora il Consiglio di Stato si è espresso, anche se non ancora nel merito, respingendo la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar avanzata dal ministero della Sanità e confermando, quindi, la decisione dei giudici di primo grado, secondo cui i sartani devono rientrare tra i farmaci gratuiti.
La nota Cuf n. 73 deve pertanto essere riscritta e tra oggi e domani la Commissione unica del farmaco si riunirà per decidere in che modo.