da "il Sole 24 Ore", Lunedì 19 Marzo 2001


Assicurazioni - A causa delle richieste danni avanzate dai pazienti, il costo dei sinistri è oltre il doppio della raccolta del ramo
Errori medici: 800 miliardi di risarcimenti
Le compagnie corrono ai ripari rincarando le polizze e a fronte di un’ipotesi di abbandono del settore c’è qualche straniero che arriva


L’assicurazione della responsabilità civile dell’area medica è nella bufera. Le compagnie operanti nel settore, di fronte all’escalation dei risarcimenti, alzano i prezzi delle polizze e si parla di fuga dal mercato: è emerso nel corso di un convegno organizzato dal Censis in collaborazione con Assomedico.

L’andamento. In effetti nel ramo della responsabilità civile i premi ammontano a circa 3.700 miliardi; neppure un decimo di questo importo — cioè circa 340 miliardi di lire — secondo l’Ania deriva dai premi relativi all’area sanitaria. I risarcimenti per il pagamento dei sinistri sarebbero però pari a oltre 800 miliardi di lire, più del doppio della raccolta. Per altre fonti — come l’Aiba, l’associazione italiana broker — la raccolta si aggirerebbe su livelli superiori, con un rapporto però premi/sinistri sempre pesantemente negativo. «Negli ultimi 5 o 6 anni — spiega Francesco Paparella, presidente dell’Aiba — il tasso medio per la definizione del premio chiesto alle strutture sanitarie è salito vertiginosamente, passando dal 3-4 per mille sulle retribuzioni totali al 20 per mille circa».

Premi più salati. L’aumento dei premi ha rappresentato infatti la risposta prioritaria data dalle compagnie al cattivo andamento. Un trend dovuto a una molteplicità di ragioni, come la crescita del numero delle cause civili promosse dai pazienti, l’ampliamento del novero dei soggetti danneggiati (come la famiglia coinvolta), l’aumento dell’area di responsabilità del medico. «Non va poi dimenticato — aggiunge Paparella — che ci sono code lunghissime per i sinistri in questo ramo: danni che potrebbero essere definiti in tempi rapidi e con importi abbastanza contenuti, se l’attesa si protrae fino a otto o dieci anni, finiscono per dilatarsi come entità risarcitoria. E poi esiste una quota di richieste di risarcimento, che in realtà, se ben gestite inizialmente avrebbero potuto limitarsi a dei semplici reclami».

Un’ipotesi di soluzione per uscire dall’impasse era stata avanzata dall’Aiba in una proposta di legge, che intende ripresentare. «In pratica si proponeva l’istituzione di un Fondo — spiega Paparella — che, fino a un tetto massimo, faccia fronte alle spese per le coperture assicurative di ogni singola azienda sanitaria od ospedaliera. Tale fondo dovrebbe essere alimentato da un importo pari al 21,35% dei premi, cioè dall’imposta prevista per questo tipo di polizze, e sarebbe curato da un assicuratore, il quale avrebbe interesse a ben gestire tale fondo, in quanto conscio che all’esauirsi delle risorse, dovrà subentrare direttamente nei risarcimenti».

La risposta delle compagnie. Al di là degli aumenti del premio e dell’accento sulla prevenzione, si parla di nuovo di compagnie che intendono lasciare il mercato. Alcune delle principali imprese del settore, come Ras e Milano, smentiscono. «La Ras — spiega però Carlo Spasiano, direttore centrale di Ras responsabile dell’assunzione rischi — intende operare con criteri validi sotto il profilo tecnico che consentano il raggiungimento di un equilibrio fra costi e ricavi almeno nel medio periodo. A tal fine per i medici sono state predisposte nuove polizze che prevedono forme di autoassicurazione e condizioni di premio più congrue che in passato, anche se ancora molto inferiori rispetto a quelle praticate in altri Pesi europei».

Per quanto riguarda ospedali e cliniche la società, per definire il premio, valuta l’organizzazione interna della struttura, l’efficienza e la modernità delle apparecchiature, la capacità professionale e le percentuali di successo degli interventi più complessi. E c’è anche qualche compagnia straniera che arriva. È il caso dei Lloyd’s che già da due anni — forte di decenni di esperienza in altri Paesi — hanno cominciato a sottoscrivere coperture Medical Malpractice. Una scelta dettata dalla convinzione — spiegano ai Lloyd’s — che il mercato italiano sia maturo e i competitor coinvolti siano attualmente pochi. L’offerta della società si basa su soluzioni flessibili e su misura, sulla promozione della comunicazione con i clienti e sul ricorso a specialisti nella gestione sinistri, consulenti e risk manager.


Ritorno alla Pagina precedente