da "il Sole 24 Ore", Lunedì 15 Gennaio 2001
Per le organizzazioni sindacali è un errore pensare che la
semplice offerta di prestazioni a pagamento possa ridurre le liste di attesa
I medici: lintramoenia non fa miracoli
Secondo alcuni cè il rischio di una complicità tra professionisti e
aziende, per le quali il nuovo regime si sta rivelando una fonte di entrate
La libera professione intramoenia non riesce a risolvere, o almeno ad alleggerire, il problema delle liste dattesa? È vero. Ma guai a tentare di chiamare in causa i medici. È compatto il fronte sindacale dei camici bianchi nel declinare qualsiasi responsabilità nellannosa questione delle attese talvolta lunghissime cui sono costretti i cittadini che richiedono una prestazione sanitaria. «Aziende Usl e ospedali hanno a disposizione alcuni strumenti per affrontare la questione dicono i rappresentanti dei medici . Tutto sta a saperli utilizzare». Una questione di organizzazione, insomma.
I primi «distinguo» arrivano da Serafino Zucchelli, segretario nazionale dellAnaao-Assomed, lassociazione dei medici dirigenti: «Non si può stabilire nessun nesso tra i soldi che i medici hanno ottenuto con il nuovo contratto, in virtù dellopzione per il servizio esclusivo nel Ssn e il fatto che le liste dattesa continuano ad essere molto lunghe in alcune zone del Paese.
È vero: il contratto prevede che le aziende sanitarie possano ricorrere alla libera professione per ridurre i tempi dattesa, ma in questo caso si parla di libera professione dazienda. Non è la normale intramoenia che il medico esercita a pagamento, ma una prestazione aggiuntiva che lazienda chiede al professionista proprio con lo scopo di rispondere alla domanda di prestazioni, concordando con lui il compenso e senza richiedere alcun pagamento aggiuntivo al cittadino». «Il fatto è che - prosegue Zucchelli - quasi nessuna azienda (qualche eccezione cè in Emilia Romagna), finora, ha fatto uso di questo strumento».
Per Giuseppe Garraffo della Cisl, «lerrore sta nel fatto di aver pensato che lintramoenia potesse creare unautomatica riduzione delle liste. Così comè organizzata ora lintramoenia rischia di creare, invece, una sorta di complicità economica tra il medico e lazienda per cui lavora: la libera professione svolta allinterno dellospedale si sta infatti dimostrando unimportante fonte di entrata per gli ospedali. Un fatto che potrebbe avere leffetto di distrarre i direttori generali dal problema delle liste».
«Ricorrere allintramoenia per tagliare le liste dattesa deve essere solo lextrema ratio - avverte Roberto Polillo della Cgil medici - chiediamo piuttosto un maggiore impegno ai medici visto che lultimo contratto li ha premiati con uno stipendio finalmente a livello europeo». «E poi devono essere le aziende a organizzarsi meglio - dice ancora Polillo - con la modifica degli organici dove i servizi sono più inefficaci e utilizzando premi di risultato per chi è più efficiente». Per Stefano Biasoli, segretario della Cimo (medici ospedalieri) - «chi ha pensato di ridurre i tempi di attesa grazie allintramoenia ha fatto un errore di valutazione perché la scelta dellesclusività non significava per forza fare la libera professione intramoenia». «Tanti professionisti - spiega Biasioli - non la facevano prima e continuano a non farla adesso». E la possibilità di ricorrere ai medici fuori dallorario di lavoro per ridurre le liste dattesa? «Non mi sembra uno strumento granché utilizzato anche perché molte Usl non sono disponibili ad attingere ai propri fondi spesso già molti risicati». Biasioli è anche convinto che la graduale abolizione di tutti i ticket previsti dalla Finanziaria «non farà altro che aumentare la domanda e quindi anche le liste dattesa». Infine, per Raffaele Perrone Donnorso dellAnpo (primari ospedalieri) lintramoenia non è mai decollata, «al limite quella allargata» (negli studi privati, ndr). «A dimostrazione - dice ancora Donnorso - che la riforma della Bindi è fallita». Non è dunque lintramoenia la soluzione delle liste dattesa, «si tratta piuttosto - spiega il segretario dellAnpo - di un problema organizzativo-strutturale: invece di inseguire gli ospedali di Renzo Piano proposti da Veronesi miglioriamo i servizi in quelli attuali».