da "il Sole 24 Ore", Lunedì 15 Gennaio 2001
Le liste dattesa vanno interpretate
Tra i "mali oscuri" della sanità vengono spesso denunciate le lunghe liste di attesa per accertamenti e cure e le code che quotidianamente sperimenta il malato. Tuttavia questo fenomeno più che un male va considerato un sintomo da analizzare per diagnosticarne le cause che, al contrario di quanto comunemente si crede, possono essere fisiologiche e non solo patologiche.
Iniziamo, una volta tanto, dalle prime segnalando che le code e le liste di attesa in alcuni casi sono presenti in strutture che, in virtù dellalta qualità delle prestazioni offerte e del loro prestigio, attraggono domanda. Se le "lungaggini" riguardano attività in precedenza non garantite da nessuna struttura, il sintomo è positivo in senso assoluto per lintero sistema sanitario che dimostra di saper rispondere(seppur con qualche ritardo) a nuovi bisogni. Se invece le code si creano in alcuni ospedali, con una qualità dellofferta superiore, causando però bassi livelli di utilizzazione in altre parti del sistema, si ha un risultato non del tutto positivo per lSsn che presenta ritardi di risposta in alcune parti e sotto-utilizzo in altre.
Tuttavia, non si può negare che molte volte le liste di attesa sono sintomi di disfunzioni che possono riguardare sia il lato della domanda sia quello dellofferta. Infatti, lo squilibrio tra domanda e capacità di risposta può derivare da:
Una parte dello squilibrio si genera, invece, a seguito di un inadeguato uso della capacità di offerta per cause quali:
Una considerazione conclusiva. In Italia periodicamente si stigmatizza, giustamente, questo fenomeno, dimenticando però che in sistemi spesso citati come modelli (Gran Bretagna e Usa) si hanno liste di attesa molto più lunghe per analoghe prestazioni "elettive" (non di urgenza). I casi sono due: o si incomincia a non considerare questi sistemi stranieri come modelli da copiare o si prende atto del fatto che le code sono in qualche modo strutturali e bisogna cercare di distinguere quelle che non hanno riflessi negativi sulla salute (accettabili in un sistema che non può rispondere sempre e comunque in tempo reale) dalle attese "dannose per la salute" (che vanno assolutamente eliminate).