da "il Sole 24 Ore", Giovedì, 26 Agosto 1999


Il Tar Lazio annulla il nuovo statuto dell’Enpam


ROMA — Il Tar del Lazio ha annullato il nuovo statuto dell’ente di previdenza e assistenza dei medici (Enpam). I giudici hanno accolto un ricorso che era stato presentato dall’Ordine provinciale dei medici di Milano con la sentenza 2157/99 che è stata pronunciata dalla terza sezione bis del tribunale amministrativo.

Il Tar ha giudicato illegittimi i nuovi criteri di composizione del "governo" dell’ente. Secondo le nuove regole, il consiglio generale è composto da membri in parte nominati e in parte eletti, diversamente da quando era stabilito che il consiglio di "governo" fosse composto dai presidenti degli Ordini provinciali.

Sulla pronuncia del Tar ha pesato la recente sentenza della Corte costituzionale, secondo la quale va salvaguardata la norma sui criteri di composizione degli organi collegiali, sancita con il decreto 509/94, non essendo ravvisabili ipotesi di incostituzionalità della norma.

Secondo i giudici della Corte costituzionale, che si erano pronunciati all’inizio di quest’anno a seguito di un’ordinanza di rimessione dello stesso Tar del Lazio, le garanzie di autonomia non attengono, infatti, alla struttura dell’ente quanto piuttosto all’esercizio delle sue funzioni. E proprio le funzioni e le prerogative dei presidenti degli Ordini provinciali, secondo il Tar, «sono state illegittimamente ridotte nel nuovo statuto», che era stato approvato con un decreto del ministero del Lavoro del 1995 a seguito di una delibera adottata dal Consiglio nazionale dell’Enpam.

A seguito della pronuncia del Tar lo stesso Consiglio nazionale è stato convocato per il 2 ottobre. All’ordine del giorno le modifiche allo statuto «necessarie — ha spiegato il presidente, Eolo Parodi — dopo la sentenza del Tar, e le conseguenti indicazioni alle quali ci atterremo».

Dopo l’approvazione delle modifiche da parte del ministero del Lavoro, sottolinea un comunicato, si procederà con celerità allo svolgimento delle elezioni per il rinnovo degli organi statutari. L’iter giudiziario ha, infatti, ritardato il rinnovo delle cariche.


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