da "il Sole 24 Ore", Sabato 23 Dicembre 2000


Del Barone alla guida dei medici della Fnom


ROMA - Nuovo presidente in casa Fnomceo. È Giuseppe Del Barone, segretario per l’Italia meridionale della Fimmg, presidente dell’Ordine di Napoli, consigliere dell’Enpam e deputato del Ccd. La nomina ufficiale è avvenuta ieri, durante il primo Comitato centrale (2001-2002) del post-elezioni, effettuate con una "tre giorni" di votazioni in cui i presidenti degli Ordini dei medici hanno ri-nominato, a distanza di neanche un anno, i membri del vertice della Federazione. Motivi principali dello scioglimento: le polemiche sull’equiparazione degli Ordini a "imprese" da parte dell’Antitrust, la formazione professionale e i rapporti Ordini-sindacati. Gli eletti sono quelli della lista bloccata messa a punto dagli Ordini maggiori (con più iscritti), che hanno raccolto singolarmente percentuali di consenso comprese tra il 56,5% del primo (959 voti) e il 48% del tredicesimo (819 voti).

La vicepresidenza è andata ad Amedeo Bianco (Torino). Segretario è Benito Meledandri (Roma). La carica di tesoriere è toccata a Roberto Gozzi, odontoiatra già presente nel precedente Comitato centrale dal quale, in realtà, si sono dimessi e sono stati rieletti solo i componenti medici.

A votare, si sono recati 69 presidenti su 103 (il 67%) per un totale di 1.279 schede su 1.700 (ogni presidente ha un numero di voti in proporzione agli iscritti al suo Ordine) di cui 55 quelli stimati a favore della lista degli Ordini maggiori. Tra i voti ce ne sono stati anche 196 "bianchi" e 17 nulli, espressione di protesta di una parte dei 48 Ordini che avevano già annunciato l’astensione dal voto. E che in base ai risultati ottenuti (rispetto ai 688 voti a loro disposizione, la somma dei voti non espressi o nulli raggiunge quota 703) ritengono di aver anche fatto proseliti nello schieramento avversario.

E se la lista degli eletti prende le distanze dai non-votanti e giudica il risultato un «pieno successo», alcuni rappresentanti dei medici non sono soddisfatti. In campo contro il nuovo Comitato centrale sono scesi i medici di Cimo e Cgil, secondo i quali si è fatto «un enorme passo indietro rispetto al passato».


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