da "il Sole 24 Ore", Lunedì 11 Settembre 2000


«Ritardi fisiologici, qualche correttivo»


Ministro Veronesi, il decreto correttivo della riforma ter, come aveva promesso, è stato varato. Ma la riforma ancora non c’è. Pensa di cambiare qualcosa?
Non deve sorprendere che una riforma di grande importanza e "latitudine" come quella contenuta nel decreto legislativo 229 registri un certo ritardo, in fase di attuazione, rispetto ai termini, peraltro ordinatori, previsti dalla disciplina. D’altra parte era opportuno che ministero e Governo si preoccupassero in via prioritaria di apportare alcune integrazioni e correttivi per agevolarne l’avvio. Gli uffici ministeriali sono impegnati nei lavori istruttori per l’adozione dei vari provvedimenti. Al momento non sembrano necessari ulteriori interventi normativi.

Quali le prime misure?
C’è l’impegno di lavorare su tutti i fronti, in tempi ragionevolmente brevi. L’istituzione dei gruppi di lavoro e il coinvolgimento di altre amministrazioni interessate dovrebbe rendere possibile un più agevole raggiungimento degli obiettivi.

Le Regioni chiedono per fine anno i livelli essenziali di assistenza. Cosa proporrà?
La ridefinizione dei livelli essenziali di assistenza è uno dei compiti assolutamente prioritari di questi mesi. E presuppone l’attenta ricognizione di tutte le fonti stratificatesi negli anni, che determinano il complesso delle prestazioni erogate dal Ssn. Saranno attentamente valutate tutte le situazioni non coerenti con la riforma. In ogni caso, il termine previsto dall’accordo con le Regioni sarà rispettato.

Ci saranno novità per i Fondi integrativi?
Con l’avvio dei Fondi integrativi del Ssn i cittadini potranno usufruire, nelle strutture accreditate, di prestazioni ulteriori rispetto a quelle comprese nei livelli essenziali di assistenza. I contributi annuali versati ai Fondi godranno di un trattamento fiscale agevolato e l’accreditamento delle strutture rappresenterà una garanzia di qualità delle prestazioni. La commissione insediata presso il ministero sta lavorando per predisporre, in tempi brevi, il regolamento sull’ordinamento dei Fondi e per individuare con maggiore puntualità le prestazioni erogabili, in parallelo, come necessario, con la ridefinizione dei livelli di assistenza.

Anche per la formazione continua dei medici ha insediato un gruppo di lavoro. Cosa c’è da attendersi?
È stata istituita la Commissione nazionale per la formazione continua. E il ministero ha avviato un progetto per realizzare un sistema telematico a supporto dalla formazione continua che prevede la predisposizione di strumenti per supportare: il processo di accreditamento dei provider e la valutazione dei corsi; il monitoraggio dei piani di formazione regionale; la gestione dei crediti formativi maturati; il monitoraggio del sistema formativo sul territorio nazionale.

Posso dirle che stiamo valutando un’architettura di erogazione dei contenuti formativi in tecnologia Internet, per consentire la fruizione dei corsi direttamente sul luogo di lavoro, o a domicilio, con evidente risparmio di tempi e di costi.

Il federalismo è alle porte. E per la Sanità il 2001 sarà cruciale: non ci sarà vincolo di destinazione e le Regioni dovranno pagare a proprie spese i disavanzi non provocati da atti nazionali. Crede che sarà una "buona cosa"?
Il federalismo rappresenta un momento di chiarezza, che impegna tutte le istituzioni ad assumersi le responsabilità dei propri comportamenti e l’onere delle conseguenze di eventuali errori. La linea di tendenza in senso federalista è comunque ormai tracciata. E dobbiamo guardare a essa con fiducia e serietà.

Qual è la devolution possibile in Sanità?
Il decreto 112/1998 ha già definito, in modo sufficientemente preciso, le funzioni in materia sanitaria che necessariamente devono continuare a essere svolte a livello centrale. Vi è comunque la piena disponibilità del ministero a verificare, in piena collaborazione con le Regioni, se vi siano margini per delineare, in specifici settori, un assetto più funzionale del riparto di competenze.

Che novità porterà la Finanziaria 2001?
Anche per la Sanità non sarà una Finanziaria di sacrifici. L’impegno è diretto a introdurre norme qualificanti che confermino la volontà del Governo a puntare sulla qualità dei servizi, sul riequilibrio delle prestazioni e su una più incisiva lotta agli sprechi.


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