da "il Sole 24 Ore", Venerdì 16 Luglio 1999


Medici «infedeli»: slittano i tempi delle penalizzazioni


ROMA; Partiranno a scoppio ritardato, ma inesorabilmente con decorrenza dal 1° luglio 1999, i tagli di stipendio ai medici pubblici che sceglieranno di svolgere la libera professione extramuraria. Il ministro della Sanità, Rosy Bindi, ha firmato ieri l'annunciata circolare in cui, visto l'incrociarsi di norme tra Finanziaria e riforma ter sul rapporto esclusivo dei camici bianchi, consiglia alle Regioni di differire di 90 giorni (dal momento della pubblicazione, ormai imminente, della riforma sulla «Gazzetta») l'applicazione delle riduzioni in busta paga ai medici "infedeli": un rinvio solo di tempi, perché la decorrenza (e l'importo) del taglio, dopo i 90 giorni, sarà comunque quella del 1° luglio. La proroga, precisa la circolare, vale anche per i medici universitari: sottolineatura non casuale, per confermare che anche per loro valgono le regole del rapporto esclusivo.

La legge 448/98, collegata alla Finanziaria '99, ha fissato tre tipi di penalizzazione a carico dei medici che optino per la libera professione extra Ssn: la riduzione del 50% della retribuzione variabile di posizione e la non corresponsione della retribuzioni di risultato, entrambe a decorrere dal 1° luglio '99; quindi, il conferimento o la conferma di incarichi di struttura soltanto ai medici che abbiano scelto di svolgere la libera professione nel Ssn.

Regole che non si toccano, scrive la Bindi. Ricordando tuttavia le sopravvenute norme della riforma ter, secondo cui tutti i medici in servizio a fine '98 «sono tenuti a comunicare» ai manager, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della riforma ter, l'opzione «in ordine al rapporto esclusivo» (che vale, anche in caso di non scelta, come opzione per l'attività intramuraria). Di qui i "consigli per l'uso": «Sussistono — si legge nella circolare — validi motivi di opportunità e di semplificazione dell'attività amministrativa per riconoscere alle aziende il potere di procedere alle predette riduzioni retributive e ai relativi eventuali conguagli dopo che i dirigenti interessati avranno confermato o meno l'opzione per il rapporto esclusivo» ai sensi della riforma ter. È «evidente», si aggiunge, che «il rinvio consentirà all'azienda di differire i recuperi e i conguagli»: ma non sarà possibile modificare né la decorrenza, né l'importo dei tagli a partire dal 1° luglio. Dunque, il "saldo" (e l'opzione per il rapporto esclusivo o meno) dovrebbe scattare intorno a fine ottobre.

L'ultima parte della circolare — che alcune Regioni hanno già deciso di applicare in proprio, ricevendo ieri una diffida da Roberto Polillo della Cgil — si sofferma infine sui medici universitari. Per affermare che la proroga, e dunque la disciplina del rapporto esclusivo, vale anche nei loro confronti, fatte salve le eventuali «specificazioni e gli adattamenti» che saranno decisi col futuro decreto legislativo di riordino dei rapporti tra Ssn e Università.


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