da "il Sole 24 Ore", Lunedì 20 Marzo 2000


Un’intera ala dell’ospedale è stata affidata in gestione


Policlinico San Matteo di Pavia all’avanguardia nell’organizzazione dell’attività intramuraria. Due i fattori del successo, che hanno consentito di reperire strutture e finanziamenti tali da rendere praticabile lo svolgimento dell’attività libero professionale in anticipo rispetto agli altri ospedali italiani.

Quanto alle strutture, la proprietà di un vecchio immobile da restaurare, l’ex-convento delle suore ospedaliere, ha consentito di ricavare camere e sale operatorie. Il finanziamento il Policlinico lo ha ottenuto grazie alla stipula di una convenzione con la Societé Générale de Santé International, da anni impegnata nella gestione delle attività libero professionali in campo sanitario, soprattutto in Inghilterra.

Convenzione che, firmata nel giugno 1996, oltre a permettere il restauro dell’edificio destinato all’intramoenia, per nove anni assegna alla società la gestione della struttura. In intramoenia lavorano 456 su 484 medici ospedalieri (il 94,2%) e 96 su 121 universitari convenzionati (il 79,3%) che hanno optato il 14 marzo scorso per l’esclusiva del rapporto di lavoro.

Già dopo i primi sei mesi di sperimentazione, il bilancio non poteva che dichiararsi positivo: 730 le visite specialistiche nei cinque ambulatori disponibili, 330 i ricoveri negli oltre 40 posti letto, nelle specialità di chirurgia generale,otorinolaringoiatria, ortopedia, chirurgia pediatrica e vascolare, medicina generale, oncologia.

Sul fronte di risparmi e onorari, a sei mesi dall’inizio dell’attività, la somma dei ticket pagati dai pazienti, cioè il risparmio per il Ssn, ammontava a quasi 200 milioni di lire per ricoveri presso la clinica; per quelli in intramoenia, presso la divisione di cardiochirurgia sono stati raggiunti i 50 milioni. Il totale degli oneri fatturati dai medici che già svolgevano l’intramuraria in quel periodo (66 chirurghi e 24 anestesisti), ha superato il miliardo e mezzo di lire. E se alla Societé Générale de Santé vanno gli introiti derivanti dal pagamento a prestazione e dalla spesa alberghiera, la convenzione assegna al San Matteo il 10% delle tariffe.


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