da "il Sole 24 Ore", Lunedì 20 Marzo 2000
Unopzione che arriva dal passato
È stato un crescendo di opzioni per il servizio pubblico a caratterizzare negli anni la scelta dei medici per la libera professione intramuraria. Che parte da ben più lontano delle Finanziarie degli ultimi anni. Già nel 1933, infatti, una circolare del ministero degli Interni (non cera la Sanità) prevedeva una libera professione «contenuta in giusti limiti» e che non snaturasse «il carattere del nosocomio». E già settanta anni fa si stabiliva di limitare il numero dei posti riservati a questa attività in ogni ospedale. Anche allora, chi sceglieva lintramuraria guadagnava ben di più del proprio stipendio. Un esempio. A Vercelli a fronte di compensi ordinari tra le 5 e le 10mila lire come dipendenti, un primario chirurgo aveva incassato in un solo anno 125.449 lire, laiuto 40.681, lassistente 20.456.
Le leggi in materia si sono susseguite dalle «rette differenziate» per camere speciali del 1969 alla prima incompatibilità del 1975, fino alla riforma sanitaria del 1978. Poi, con il riordino della Sanità del 1992 si è imboccata la strada della «concorrenzialità» e sono arrivate le camere a pagamento negli ospedali pubblici. Finché la legge 272/97 ha fissato i primi paletti dellintramuraria, analoghi a quelli di oggi.
Ma è la Finanziaria del 1999 a introdurre la regola dellesclusività. E a stabilire una data, il 1° luglio 1999, entro cui i medici avrebbero dovuto originariamente scegliere. Ma la mancanza del contratto, di regole nuove e di certezze sui premi per chi avesse giurato fedeltà al Ssn, hanno provocato una serie di slittamenti di data, fino, appunto, al 14 marzo 2000. Chi ha scelto lextramuraria, però, dovrà restituire a partire dal 1° luglio dello scorso anno al Ssn le somme corrispondenti alle penalizzazioni previste per i non esclusivi.
Resta il problema degli spazi, appiglio dei medici che combattono lopzione nei tribunali. Intorno agli anni Trenta i posti letto per lintramuraraia erano poco meno dell1% di quelli complessivi, negli anni Novanta (1998, ultima rilevazione del ministero della Sanità) la media sale al 2,5%, contro uno standard previsto fra il 5 e il 10 per cento.
Le scelte dei medici, al contrario, crescono sempre e il 62% del 1998 era affiancato dal 12% di non scelte, che oggi, con la regola del silenzio-assenso, porterebbe lintramuraria a quota 74% circa. Ma i primi dati sullopzione dimostrano che si è andati ben oltre le aspettative, almeno fino all85 per cento.
E anche per gli spazi la soluzione cè: le aziende potranno ricorrere a strutture e studi esterni al loro ambito. Purché, si intende, non si metta a rischio lattività istituzionale. Proprio come nel 1933.