da "il Sole 24 Ore", Giovedì 16 Marzo 2000


I dati della Sanità confermano le prime indicazioni
Intramoenia scelta da 9 medici su 10


ROMA - Benedetta ieri in prima persona anche dal premier Massimo D’Alema, la scelta dell’esclusività del rapporto di lavoro col Ssn dei medici pubblici sta raggiungendo percentuali bulgare. Il ministero della Sanità ha confermato ieri, mantenendo però una certa prudenza, che è stata intorno all’85% la percentuale di medici che hanno deciso di esercitare la libera professione intramoenia. Dati di massima, in attesa di conoscere le scelte in tutte le Regioni, che però sembrano potersi stabilizzare assai vicino al 90%: in Veneto si sono messi all’occhiello il "fiore" del Ssn l’88,2% di medici, in Toscana l’86,3%, in Sicilia si viaggia verso il 90 per cento.

Di medici, ieri, s’è occupato anche il presidente del Consiglio. Che, intervenendo a un convegno sulla pubblica amministrazione, non ha esitato a lodare la prova di fiducia verso il datore di lavoro Ssn mostrata dai medici: «La premessa del successo della riforma del sistema sanitario sta nel fatto che l’85% dei medici ha optato per il tempo pieno», ha dichiarato D’Alema riferendosi all’esclusività. Non senza aggiungere: «Abbiamo investito qualcosa, ma era giusto premiare i medici, ci mancherebbe altro che noi li avessimo puniti. Ci sono Paesi — ha concluso — in cui essere servitori dello Stato è socialmente considerato».

Evidente il riferimento del premier al nuovo contratto nazionale di lavoro che incentiva fortemente l’esclusività e sul quale la settimana scorsa c’è stata la pre-intesa tra sindacati (il 72% circa della rappresentatività) e il Governo. Pre-intesa che ieri i 300 delegati regionali dell’Anaao hanno approvato all’unanimità, chiedendo «fiducia e pazienza ai cittadini» e dicendosi convinti che s’è messo in moto un processo di razionalizzazione e di modernizzazione del Ssn. Ancora a proposito del contratto, va aggiunto che ieri l’Anpo (primari) ha deciso di firmare «con riserva» l’accordo col Governo.

Soltanto da Toscana e Veneto sono arrivati ieri i dati a consuntivo dell’operazione-esclusività. In Toscana (opzione per l’intramoenia all’86,3%) s’è registrato un tasso di adesioni per il Ssn del 72,4% tra gli universitari, il fronte per altri versi caldissimo dell’esclusività. Valori anche più alti (88,29%) si sono registrati in Veneto, dove gli universitari hanno optato per il rapporto di lavoro esclusivo. Opzioni per il Ssn che viaggiano verso il 90%, invece, in Sicilia, stando almeno alle prime rilevazioni fatte nelle più grosse strutture ospedaliere locali.

E se la "guerra" delle cifre si va smorzando, non accennano a placarsi, tanto meno "sotto" elezioni, le polemiche politiche. «L’ordine regna a Varsavia», ha commentato il responsabile per la sanità di Forza Italia, Antonio Tomassini. Ricevendo una secca replica dal popolare Antonello Soro, capogruppo del Ppi alla Camera: «Ma non aveva detto l’opposizione di rappresentare la volontà dei medici italiani?». Resta il fatto, percentuali a parte, che l’intramoenia andrà applicata: e gli spazi a oggi mancano, ha fatto notare il Tdm, che ha anche messo in guardia dal rischio di liste d’attesa a due velocità tra attività istituzionale e intramoenia a pagamento.


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