da "il Sole 24 Ore", Venerdì 25 Giugno 1999


Ma i tagli del Dpef preoccupano i medici favorevoli al riordino Riforma Bindi, i sindacati schierano il «fronte del sì»


ROMA — «Non è ancora la soluzione ideale per tutti i problemi della Sanità, ma rappresenta sicuramente una tappa importante del rilancio del Servizio sanitario nazionale». Enrico Bollero, segretario nazionale Anaao, il primo sindacato dei medici ospedalieri che firmò la pace di maggio e gli emendamenti che ne scaturirono, promuove in pieno la riforma-Bindi. E accanto a lui, in una conferenza stampa organizzata ieri a Roma per rispondere agli attacchi dell’altro fronte medico, quello della bocciatura e dei ricorsi annunciati alla Consulta, c’erano i leader sindacali di tutti i settori medici e veterinari del Ssn, dipendenti e convenzionati, in rappresentanza degli oltre 100 mila iscritti ai sindacati del sì.

Dopo gli attacchi a valanga, ieri è stata l’ora di quanti promuovono la riforma ter del Ssn. Che fra gli aspetti positivi del riordino, hanno anzitutto sottolineato la maggiore autonomia del dirigente sanitario, scelto in base a una effettiva capacità professionale e gestionale. E questo grazie all’introduzione del ruolo unico, che rende possibile l’assegnazione di funzioni e responsabilità in base al merito e verificabili. Importante traguardo anche la creazione dei dipartimentali negli ospedali, che supera il vecchio modello delle suddivisione in servizi. Poi, ancora, la partecipazione dei medici alla gestione delle aziende attraverso il collegio di direzione; l’esclusività di rapporto, anche se non è ancora quella richiesta dai camici bianchi; la nuova articolazione del distretto e dei suoi servizi che, rilanciando la medicina di base, darà più opportunità ai cittadini di risolvere i loro problemi di salute sul territorio.

La riforma piace anche ai dentisti, critici al momento della prima stesura: «Non siamo più considerati come “privato commerciale” — ha detto Giampiero Malagnino (Andi) —: l’accreditamento è basato su requisiti oggettivi e vale anche per i professionisti, all’aggiornamento ci penserà l’Ordine».

Il fronte del sì non ha però nascosto gli aspetti "problematici" della riforma ter. Come l’età pensionabile, per la quale, secondo Sandro Angeloni della Fimp (pediatri), almeno in fase attuativa avrebbero potuto essere evitate eccessive rigidità. Ma le maggiori preoccupazioni dei camici bianchi si sono manifestate per un tema caldissimo: i tagli alla spesa sanitaria che potrebbero arrivare col Dpef. «Inutile fare una riforma — ha detto Bollero — se poi si fanno mancare le risorse per applicarla».

«La situazione sotto questo aspetto è già al punto di rottura», secondo Benito Meledandri (Sumai). Per Mario Falconi (Fimmg) è un «grande risultato aver evitato di imboccare modelli di sanità tipo quello statunitense»: ma ora alla nuova legge «non possono mancare gli strumenti di sostegno anche finanziario».

Giudizi positivi continuano ad arrivare, intanto, anche dai confederali. Per il segretario della Cisl medici, Giuseppe Garraffo, quella appena varata «è una buona legge, e sbagliano quelli che la contestano per partito preso». Linea su cui hanno convenuto anche i rappresentanti confederali dei pensionati, che giudicano la riforma «un atto positivo, idoneo a favorire una migliore tutela della salute dei cittadini».


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