Day after - Continua la rivolta contro la Riforma Bindi - Comunicato SNAMI, Lunedì 20 Settembre 1999

Milano, 20 Settembre 1999


Day after - Continua la rivolta contro la Riforma Bindi.


Clima da day after, dopo l’approvazione della Riforma Ter: i toni trionfalistici dei sostenitori della Bindi si stanno attenuando. La stessa Petrangolini, Presidente del Tribunale del Malato parla di inapplicabilità del Decreto che prevede l’attuazione di 636 provvedimenti in dieci mesi, sostiene che quel decreto rappresenta un pericolo per il rinnovamento della Sanità. In sostanza - conclude la Petrangolini - la materia è da ridiscutere tra tutti i soggetti coinvolti. E di rincalzo Falconi afferma - tra l’altro - che è penalizzante togliere ai medici la libera professione. Insomma ormai tutti per un verso o per un altro, stanno criticando quella legge e lo faranno sempre più nel prossimo futuro quando - di fatto - arriveranno le stangate sui contratti, le convenzioni, le scelte per il rapporto esclusivo, ecc. ecc. stangate che andranno a colpire non solo i medici ma anche i cittadini.

Lo SNAMI l’aveva preannunciato, l’informazione è arrivata su intere pagine di quotidiani a milioni di persone e ora l’avversione verso provvedimenti liberticidi sta aprendo gli occhi un po’ a tutti, specie agli iscritti ai sindacati di Palazzo, sindacati rei di aver fatto un colpo di mano.

La Riforma appare sempre più impopolare (si pensi alla disfatta del partito della Bindi nelle ultime elezioni) sempre più illiberale anche per quanto va dichiarando il Ministro: fate quello che voglio io o uscite dal sistema; sempre più incostituzionale perché sarebbero addirittura cambiati certi articoli del testo approvato, perché non sono stati rispettati i termini della legge delegante, perché sono state disattese le richieste delle Regioni, perché è viziata da eccessi di delega. La legge delegante infatti non prevedeva per esempio la disciplina che regola la attività intra ed extra moenia, non prevedeva tutte le norme di convenzione, non prevedeva la tipologia degli studi medici.

Per questi motivi il CAP - Cartello di Agitazione Permanente - SNAMI in testa, continua la sua battaglia promuovendo azioni legali, manifestazioni aperte (a Monza e Padova) fino a un Referendum abrogativo. Sullo stesso terreno sono scese varie Regioni - Lombardia, Veneto, Puglia - l’Ordine di Milano, la Federazione degli Ordini della Lombardia, per modificare sostanzialmente o addirittura abrogare l’intera Legge.

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Male si è mossa invece la Federazione degli Ordini il cui Presidente ha partecipato a quel paterecchio della vigilia che ha portato alla capitolazione l’intera Categoria. Pagni doveva rifiutarsi di trattare alla sola presenza dei Sindacati di Palazzo. Da quel momento lo SNAMI non può più riconoscere la figura di Presidente di tutti gli Ordini e di tutti i medici. Ben 18 Ordini (e 8 astenuti) nel Consiglio Nazionale del luglio scorso, hanno votato di porre all’Ordine del giorno le dimissioni del Presidente. Il Comitato Centrale deve rappresentare tutti i Medici e non più tollerabile che la Federazione persegua solo la politica filogovernativa della FIMMG e dell’ANAAO.

Quella stessa politica che fece dire a Pagni nel 1994 a proposito delle note CUF (mentre lo SNAMI cercava di mettere in guardia la Categoria dalle conseguenze cui andava incontro): } le proteste rumorose e i proclami di guerra non possono incidere sullo sviluppo degli eventi~ . Ora la stessa Federazione ammette che le note vanno riviste.

Un altro imbroglio sta accadendo per l’ENPAM. Pizzini (ENPAM - FIMMG) afferma che i disavanzi cui andrà incontro l’Ente per effetto del prepensionamento a 65 anni, li ripianerà lo Stato, mentre è risaputo che lo Stato non può ripianare i debiti di una Fondazione di diritto privato. Bene o male toccherà ancora una volta ai medici e si calcola che ogni medico dovrà mediamente sborsare tre milioni.

Ancora a proposito di ENPAM, espressioni di fuoco contro lo SNAMI e l’Ordine di Milano da parte della FIMMG per la vittoria contro lo Statuto dell’ENPAM. Il Tribunale Amministrativo ha bocciato uno statuto che avrebbe tolto l’Ente dal potere degli Ordini per consegnarlo nelle mani dei sindacati di Palazzo.


Situazione Convenzione

Lo SNAMI è l’unico Sindacato che ha presentato da tempo una piattaforma contrattuale. Nella riunione di fine luglio si è chiaramente capito che la controparte non dispone di una lira e c’è il rischio di un rinnovo peggiorativo sia economico che normativo. Gli Assessori Martini e Braghetto hanno ribadito l’esclusività del rapporto col SSN e addirittura Falconi pretendeva (con una arroganza incredibile) un consenso scritto dello SNAMI alla Legge Bindi per poter ammettere lo SNAMI alle trattative. La situazione è già inquinata anche perché a suo tempo i sindacati di Palazzo avevano già accettato il rapporto esclusivo.

Ancora una volta lo SNAMI ha chiesto alla parte pubblica le disponibilità economiche: la risposta è stata la volontà di diminuire la quota fissa. Quanto alla libera professione c’è l’intendimento di controllare tutta l’attività fuori dalla convenzione. La scelta se operare per lo Stato o esercitare anche la libera professione avrebbe tra le altre conseguenze anche ripercussioni sugli assistiti che subirebbero un trattamento diverso in relazione alla posizione del medico. Se non vi sono certezze sulla parte economica, sulla quota capitaria e sul destino dell’ENPAM lo SNAMI non potrà accettare un accordo in perdita ed eventualmente demanderà a un Referendum la posizione da assumere.

Per quanto riguarda le pensioni, si parla insistentemente di tagli alle "pensioni d’oro". Perelli ha messo in guardia: il Governo minaccia di mettere le mani sui fondi privati. Sta già parlando di riduzione ai piloti e ai postelegrafonici e addita le "pensioni d’oro" dei magistrati e dei medici.

I Magistrati si sono già ribellati. Gli Ospedalieri sono nel mirino. Se la Categoria non si sveglia la cosa toccherà anche i convenzionati. Si tratta di un vero esproprio - ha dichiarato Perelli: le pensioni sono alte solo perché le contribuzioni, frutto di un risparmio differito, sono elevate.

Quanto sopra è la sintesi dei lavori del Consiglio Nazionale SNAMI del 19 settembre 1999, dove è stato dimostrato ancora una volta che i vertici di Federazione, FIMMG e ANAAO operano in accordo con la controparte mentre i veri interessi professionali dei medici sono difesi dallo SNAMI. Interessi collegiali e interessi singoli, come è accaduto a una dottoressa di Ravenna.

La Collega viene processata dalla ASL in via diretta senza possibilità di difesa né sindacale né legale. Convocata, viene condannata in via breve a restituire il valore di antibiotici da Lei prescritti. Prontamente interviene lo SNAMI e col supporto di Colleghi competenti dimostra la infondatezza dell’accusa (prescrizioni improprie e costose) e la Collega viene risarcita.

Oggi Ravenna ha raddoppiato il numero degli iscritti.

 

L’Addetto Stampa Nazionale

Dott. BRUNO CONTI


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