da "Sole 24 Ore", Giovedì 15 Maggio 2003
Medici, riforma in surplace
Sanità - Senza esito l'incontro di ieri a Palazzo Chigi sul rapporto di lavoro dei «pubblici»
ROMA - Ancora una fumata nera a Palazzo Chigi per la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici. Governo e Regioni hanno deciso ieri di avviare una rapidissima "verifica di fattibilità" delle proposte di modifica sul tappeto sostenute da tempo dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e da una parte dei sindacati dei camici bianchi.
Lo show down dovrebbe esserci alla metà della prossima settimana, quando si deciderà se e con quale strumento eventualmente procedere, forse anche con emendamenti ad hoc al Dl 89/2003, di cui ieri la commissione Affari sociali della Camera ha concluso l'esame senza modifiche, col quale già è stata prorogata l'attività intramoenia "allargata" (negli studi). Il decreto, tra l'altro, è atteso in aula a Montecitorio da lunedì 26 maggio, e proprio in quella occasione potrebbero spuntare gli emendamenti del Governo o della maggioranza.
Se si farà in tempo. Nel mondo medico, d'altra parte, tra riforma del rapporto di lavoro e attese per il rinnovo del contratto, c'è vivo fermento. Se Cimo, Cisl-medici e Anpo (il raggruppamento di «Intesa medica») hanno disdetto già dalla scorsa settimana la partecipazione alle agitazioni sindacali, Cgil e Uil medici hanno invece confermato la partecipazione allo sciopero confederale per tutto il pubblico impiego indetto per lunedì prossimo, 19 maggio. E proprio ieri medici, veterinari e dirigenza sanitaria dell'«Intersindacale medica e sanitaria» (Anaao, Civemp, Fesmed, Snabi, Umsped) hanno invece annunciato un possibile sciopero generale per mercoledì 4 giugno: sul tappeto, in particolare, i contratti (code contrattuali incluse) e lo stato giuridico di categoria. Uno stato di agitazione che, sul piano politico, è alimentato dai Ds con una campagna in tutta Italia in difesa del Ssn e contro i programmi del Governo.
Riforma, si prende tempo. All'incontro a Palazzo Chigi tra Governo e Regioni, presieduto dal sottosegretario Gianni Letta, si è evitato di affrontare "di petto" la questione della riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici. Decidendo invece di valutare preliminarmente le opzioni sul tappeto e le eventuali ricadute, sia finanziarie che politico-sindacali derivanti dalle modifiche in cantiere. La verifica, soprattutto finanziaria, è stata affidata intanto al ministero dell'Economia. Con l'impegno di tutti di evitare nel frattempo qualsiasi polemica. È chiaro che le posizioni iniziali, assai frastagliate - nel Governo, tra le Regioni, tra i sindacati - restano intatte. Con le Regioni che, tra l'altro, continuano a pensare che in caso di modifiche, considerano automaticamente "toccato" l'attuale contratto. I fondi per l'esclusiva - soprattutto chi li "mette" - restano insomma l'ostacolo da superare. Le proposte caldeggiate dal ministero della Salute restano quelle della reversibilità del rapporto di lavoro tra esclusivo e non, dell'allungamento del l'età pensionabile, della possibilità di ottenere l'incarico di responsabile di unità operativa (e non di capo di dipartimento) per i medici in extramoenia. Tutto a questo punto dipende dal responso che arriverà dal ministero dell'Economia, oltreché dall'atteggiamento delle Regioni. E solo dopo il nuovo confronto della settimana prossima si decideranno passi da fare: se e quando incontrare i sindacati medici, e a quale strumento legislativo affidare le eventuali modifiche, che alla Camera, all'interno della maggioranza, sono gettonatissime, anche a dispetto delle resistenze regionali.
La sinistra all'attacco. Lo slogan è esplicito: «Dottore, mi fa male qui a destra». Come dire che il centro-destra "fa male" al Ssn, che vorrebbe mandare alla deriva. Con questa parola d'ordine i Ds hanno lanciato ieri col segretario nazionale Piero Fassino una campagna di mobilitazione pro-Ssn in tutta Italia. Le richieste: più risorse per il Ssn fin dal prossimo Dpef, no a privatizzazioni e devoluzione, aumento delle risorse per la prevenzione , rilancio del progetto "ospedali senza dolore", avvio del fondo per la non autosufficienza, sostegno della ricerca biomedica..