da "Sole 24 Ore", Venerdì 30 Agosto 2002
Il Ddl medici dopo il contratto
Si ferma fino al nuovo contratto l'iter del disegno di legge di riordino della professione medica. Ad annunciare lo stop è stato oggi lo stesso ministro della Salute, Girolamo Sirchia, a margine del corso di formazione quadri di Forza Italia, in corso a Gubbio. Questa pausa - ha spiegato Sirchia - servirà a "convincere" le Regioni del fatto che "il provvedimento in questione non causerà alcun aumento di spesa".
Questo provvedimento, ha spiegato Sirchia, "è stato contestato dalle Regioni e dagli stessi medici, che lo hanno rifiutato affermando che esso avrebbe comportato una maggior spesa. Io, però, non credo questo, perciò - ha proseguito - intendo aspettare la fine dell'anno, quando scatteranno alcune novità: la maggior parte dei medici, cioè, andrà in regime di esclusività, ci sarà l'avvio della contrattazione. Per cui mi aspetto - ha aggiunto il ministro - che diventi evidente quello che oggi alle Regioni non era evidente, e cioè che il provvedimento di legge che ho fatto non è una maggior spesa ma è un risparmio".
A quel punto, ha concluso Sirchia, "se le Regioni saranno convinte allora andremo avanti; non possiamo andare avanti se non sono convinte. Ci sarà quindi un periodo di pausa".
Il ministro ha anche sottolineato i rischi del federalismo: "Una riforma certamente frettolosa, spinta da motivi elettorali, che rischia di produrre più conflitti istituzionali invece che soluzioni concordate, soprattutto nella Sanità". A suo avviso, "la legge va ritoccata" per chiarire le competenze di Stato e Regioni e per precisare, "una volta completato l'iter devolutivo, che il ministero della Salute avrà un ruolo di indirizzo da sviluppare insieme con le Regioni, e di verifica rispetto ai livelli essenziali di assistenza".
A dare una mano per i controlli nelle varie Regioni saranno i carabinieri. "Come già accade - ha detto Sirchia - i carabinieri andranno a verificare una serie di parametri, che sono quelli di legge, per accertare il grado di rispetto da parte delle strutture, dalle case di riposo alle mense degli ospedali".