Regioni in allarme: medici più costosi - il Sole 24 Ore, Lunedì 22 Luglio 2002

da "Sole 24 Ore", Lunedì 22 Luglio 2002


Regioni in allarme: medici più costosi


Le Regioni che affilano le armi e rifanno i conti: ci costerà almeno 650 milioni in più, non ci stiamo.

I medici che restano alla finestra in attesa di capire quanto e se gonfierà le buste-paga. La Cgil, prima "barricadera", che pure agita lo spauracchio di costi in più per 500 mln e fa balenare un altro spettro: anche i dipendenti non medici del Ssn vorranno aumenti salariali a pioggia. Dopo il testa a testa tutto politico durato quasi sette mesi, per la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici targata Girolamo Sirchia è il tempo dello show down. Ma anche dei primi bilanci sugli effetti che potranno scaricarsi sulle casse pubbliche.

Ed è pieno allarme spesa. Un allarme che nei mesi passati ha lasciato nel limbo il testo faticosamente elaborato negli uffici ministeriali, complici le resistenze del ministero dell'Economia. E che ora, al momento della verità , viene rilanciato a piene mani. Anche se il ministro della Salute (si veda l'intervista a fianco) respinge le contestazioni e afferma sicuro: farà risparmiare. Fatto sta che per il Ddl fortemente voluto da Sirchia, stanno per suonare le ore decisive. La riforma dei medici sarà infatti giovedì al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. In attesa di quel via libera negato due settimane fa e che ha creato non pochi imbarazzi nei rapporti tra ministero e governatori.

La battaglia resta apertissima. In attesa dei confronti ben più infuocati che ci saranno una volta che il Ddl approderà in Parlamento. Anche perché le Regioni - semprechè trovino una linea comune - non hanno alcuna intenzione di fare da semplici spettatrici delle modifiche che certamente deputati e senatori hanno in serbo. Mentre Camera e Senato, per la loro parte, non intendono fare da semplici notai delle decisioni concordate tra Governo e Regioni. Un bel pasticcio, nel segno di un federalismo in cui tutti comandano e nessuno decide. Regioni all'attacco. La paura dei governatori è un extra-deficit di almeno 667,26 mln. Provocato dalla perdita di risorse legate alle penalizzazioni dei medici in extramoenia e delle percentuali riscosse sull'intramoenia, oltre il recupero delle spese . «Gli oneri diretti e indiretti sono a carico del Governo» è il tono di una modifica al Ddl su cui tutte le Regioni sono d'accordo, invocando il motto «chi rompe paga» del patto di stabilità dell'8 agosto 2001. E tra le richieste di limatura c'è anche l'eliminazione di riferimenti a regole che non siano "principi essenziali", come l'"intramoenia di azienda" taglia-code, altra fonte di spese in più.

I governatori sono in sintonia anche sull'abolizione del controllo affidato al Collegio di direzione sugli atti del direttore generale. Ma su questo argomento alzano già gli scudi i medici, convinti che sia necessario mettere un freno allo strapotere dei manager.

I conti della Cgil medici. A lanciare l'allarme-costi ci ha pensato anche la Cgil. Le nuove condizioni di lavoro favoriranno, secondo il sindacato, il passaggio all'intramoenia di quasi tutti i medici in extramoenia. E non il contrario, visto che la dizione «occasionale» usata nel testo per consentire agli esclusivisti attività libero-professionali al di fuori dell'intramoenia, fa «cadere tutti i vincoli». L'ipotesi è che gli esclusivisti diventino 100mila (il 97% del totale contro il 90% attuale). E per pagare a tutti l'indennità, le Regioni dovranno mettere di tasca propria tutti i 500 mln circa di risparmi e introiti extra che oggi entravano nelle casse locali.

L'effetto liste d'attesa. Medici "costretti" all'intramoenia per fare carriera (senza esclusiva, niente primariati) ci sono. Lo conferma un'indagine dell'Anaao, maggiore sindacato di settore, secondo cui circa 17mila medici hanno optato solo per obbligo. Se la metà passasse all'extramoenia si risparmierebbero circa 74,63 mln sulle indennità . Un risparmio però "annullato" dai premi che le aziende dovrebbero pagare ai camici per l'intramoenia da dedicare, in base al Ddl, al taglio delle liste di attesa: due ore settimanali, alle tariffe minime ordinistica, valgono circa 70 mln l'anno.

Esclusiva al personale. Senza obbligo di opzione (c'è la reversibilità ) e senza distinzioni tra chi lavora in intra e in extramoenia, lo stato giuridico dei medici è sempre più vicino a quello del personale sanitario del Ssn. E i sindacati confederali "promettono" nel prossimo contratto una richiesta in più: l'indennità di esclusiva (proporzionata alle professioni) anche per infermieri&C (a condizione che gli infermieri & Co. abbiano delle responsabilità proprie autonome e non "medico-mediate". Poi se ne potrà parlare). Con buona pace dei conti regionali visti gli oltre 500mila operatori interessati.


Ritorna alla pagina precedente