Consegnate a Regioni e sindacati le linee guida della riforma del Ssn preparata dal Governo. Sanità, più spazio al privato Prevista la rimozione dei vincoli all'esercizio della libera professione da parte dei dipendenti pubblici, da il Sole 24 Ore, Venerdì, 1 Febbraio 2002

da "il Sole 24 Ore", Venerdì, 1 Febbraio 2002


Consegnate a Regioni e sindacati le linee guida della riforma del Ssn preparata dal Governo
Sanità, più spazio al privato
Prevista la rimozione dei vincoli all'esercizio della libera professione da parte dei dipendenti pubblici


ROMA - Nessun vincolo all'attività libero-professionale negli studi privati, con apertura di partita Iva e nessuna somma da versare all'azienda sanitaria di appartenenza. Ingresso negli ospedali di professionisti esterni con contratto a termine di natura coordinata e continuativa nel limite del 30% dell'organico dei dipendenti, destinati comunque a dimagrire di numero. Camici bianchi dipendenti con ruolo unico e rapporto di lavoro esclusivo. Neo assunti con contratto a tempo di cinque anni, salvo verifica dei risultati. Primari in pensione a 70 anni, sia negli ospedali che nelle Università.

Prende sempre più forma il riordino del rapporto di lavoro dei medici del Ssn ai tempi della «Casa delle libertà». Dopo il decreto legge che approda oggi in Consiglio dei ministri e che tra l'altro proroga il tempo definito (poco più di 1.500 medici nel 1999), il Governo affiderà a un disegno di legge ad hoc la ben più corposa riforma della dirigenza sanitaria. Sirchia, per la verità, cerca di muoversi tra mille cautele. E non a caso ha appena consegnato a Regioni e sindacati di categoria quattro cartelle nelle quali riassume i contenuti dei cambiamenti che intende proporre. In attesa di ricevere suggerimenti, e le contestazioni già messe in preventivo, per arrivare, questo almeno è l'obiettivo, a un testo il più possibile condiviso da affidare poi ai marosi parlamentari. Un nuovo incontro col ministro ci sarà forse già la prossima settimana. Ma intanto gli stati generali delle Regioni e dei sindacati sono già all'opera per vivisezionare il documento loro affidato. Ben sapendo che la materia, come tante altre di carattere sanitario dopo la riforma del titolo V della Costituzione, potrebbe finire sotto le forche caudine dei poteri legislativi che qualcuno considera esclusivi da parte delle Regioni.

I dipendenti. La dipendenza ha «natura esclusiva» e la dirigenza «è collocata in un unico ruolo», è la novità, e in un solo livello. Gli stipendi attuali non si toccano fino al prossimo contratto.

Libera professione dei dipendenti nel Ssn. La libera professione intramuraria, quando richiesta esplicitamente dal paziente, sarà concessa dall'azienda sulla base di uno specifico programma, concordato con i sindacati, da adottare ogni anno entro il 31 dicembre. Ma attenzione: le aziende avranno l'obbligo di creare gli spazi per l'esercizio dell'attività libero professionale, rigorosamente «separati» da quelli impiegati per la normale attività istituzionale. Resta altrimenti in piedi la possibilità di ricorrere a cliniche private o appositamente convenzionate. Gli incassi di questa attività, da ripartire secondo criteri affidati alla contrattazione decentrata, dovranno garantire «in ogni caso» alle aziende il recupero dei costi sostenuti, aprendo forse in questo caso qualche spazio a maggiori incentivi per i medici. L'azienda, tuttavia, dovrà rigorosamente tenere una contabilità separata. L'«intramoenia d'azienda», quella richiesta dalla struttura di appartenenza, potrà essere affidata al di fuori del normale orario di lavoro anche a dipendenti di altre aziende sanitarie (ma con la necessaria autorizzazione) per far fronte a «carenza di specifiche professionalità». Il taglio delle liste d'attesa è, evidentemente, uno degli obiettivi principali.

Libera professione negli studi. Porte aperte per i medici dipendenti all'attività libero-professionale nei propri studi. Ma con eccezioni: le attività di chirurgia, di radiologia e di diagnostica di laboratorio. Altra concessione: non dovranno versare una lire all'azienda dalla quale dipendono.

I medici a tempo. È il rapporto di lavoro nuovo di zecca: coordinato e continuativo, entro il 30% della consistenza del personale medico dipendente. Il contratto dovrà essere a termine e rinnovabile, con orario settimanale da concordare. Porte aperte anche ai medici convenzionati col Ssn. Questi medici non dovranno di norma assumere responsabilità di struttura (né semplice, né complessa), e neppure fare libera professione intramuraria. Ma con eccezioni: una piccola quota (il 2% della dotazione organica dei medici dipendenti) potrà avere incarichi di livello, senza l'obbligo dell'esclusiva, ma col contratto della dipendenza di 5 anni.

I neo assunti. Avranno un contratto di 5 anni, al termine dei quali saranno valutati: solo allora potranno essere assunti in piena regola e accedere alla dirigenza.

Pensioni. Per i medici del Ssn la regola è quella dei 67 anni (65+2), a meno che l'azienda non li mantenga in servizio al massimo per altri 3 anni. L'età della pensione salirà invece a 70 anni per chi era già primario ai tempi in cui la legge 50/91 (poi cancellata dalla riforma ter) stabilì questa possibilità. Stessa regola vale per gli universitari.


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