Passa alla Camera un subemendamento di Rosy Bindi Stop a contributo di 5.000 euro per chi vuole svolgere attività privata Finanziaria, governo battuto sulla tassa per i medici La maggioranza minimizza: "Solo un incidente di percorso" , da Repubblica.it, Venerdì 8 Novembre 2002

da "Repubblica.it", Venerdì 8 Novembre 2002


Passa alla Camera un subemendamento di Rosy Bindi Stop a contributo di 5.000 euro per chi vuole svolgere attività privata

Finanziaria, governo battuto sulla tassa per i medici

La maggioranza minimizza: "Solo un incidente di percorso"


ROMA - Uno scarto di sei voti: 177 a favore, 171 contrari. Il governo esce battuto alla Camera su uno dei terreni più delicati della Finanziaria: la sanità. E viene abrogata, ancora prima di nascere, la tassa sui medici che vogliono svolgere anche attività privata e che aveva già suscitato molte polemiche. E' passato, infatti, un subemendamento dell'opposizione con il quale si annulla il comma 1 dell'emendamento sostenuto dal relatore di maggioranza Angelino Alfano. Viene così bocciata la norma che avrebbe consentito ai medici ospedalieri di esercitare anche la libera professione previo pagamento di 5.000 euro all'anno.

Si tratta di un duro colpo per la maggioranza, perché oltre alla sconfitta politica in aula il centrodestra si è trovato ad affrontare un problema di copertura delle restanti parti dell'emendamento, come per esempio lo stanziamento di fondi per i rapporti di lavoro di medici e dirigenti sanitari "intra-moenia". Così lo stesso relatore Alfano, dopo la bocciatura del comma 1, ha dovuto ritirare l'intero testo.

Che la proposta di Alfano rischiasse la bocciatura, si era capito fin dalla mattina. L'introduzione della "tassa" di 5.000 per i medici, era stata definita "iniqua e anche non in linea con la Costituzione" dal senatore Corrado Danzi (Udc), vice presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato. Ma anche le regioni avevano espresso durissime critiche, sentendosi spogliate di quella che il presidente dei deputati Ds, Luciano Violante definiva una materia di "competenza esclusiva e specifica regionale". I sindacati dei medici, indignati avevano gridato alla "tangente" e avevano criticato duramente il provvedimento. Stefano Zuccheli, segretario dell'Anaao (il maggiore sindacato dei medici) aveva detto: "I contenuti della norma sono lesivi sia degli interessi della maggior parte della categoria che dei cittadini e compiacenti gli egoismi di piccole lobbies professionali".

Così, mentre la maggioranza è arrivata al voto in un clima già difficile, l'opposizione ha serrato le fila, e nel primo pomeriggio è iniziato un tam-tam tra i deputati del centrosinistra e di Rifondazione che invitava ad essere tutti presenti al voto alla ripresa dei lavori della Camera dopo la pausa per il pranzo. Così, sul filo di lana, è passato il subemendamento soppressivo, che significativamente porta la prima firma di Rosy Bindi, autrice nella scorsa legislatura delle legge di riforma che il centrodestra ha più volte attaccato. Ovviamente soddisfatta l'ex ministro della Sanità dell'Ulivo: "Ci siamo organizzati, eravamo presenti e abbiamo battuto il governo. Oggi il Parlamento è stato galantuomo - ha detto la Bindi - quell'articolo conteneva una vera e propria controriforma. Questo governo vuole fare di notte, di nascosto, durante la Finanziaria, delle vere e proprie controriforme sottraendosi al confronto con il Paese, con le parti, con i medici".

Il relatore della Finanziaria a Montecitorio, Angelino Alfano ha provato a sdrammatizzare. "Un incidente senza valore politico, dovuto alla ripresa dei lavori d'aula e al fatto che alcuni parlamentari della maggioranza si trovavano ancora fuori". Anche per Ignazio La Russa di Alleanza Nazionale si è trattato "solo di un infortunio", ma per Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista è saltato "l'intero impianto della manovra sulle questioni della sanità"


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