da "il Resto del Carlino on-line", Venerdì 8 Novembre 2002


Finanziaria

Maggioranza battuta su tassa medici


ROMA, 8 NOVEMBRE 2002 - . Si chiuderà in tarda serata un giorno difficile per il Governo e la maggioranza, mentre l'Aula di Montecitorio arranca votando con il contagocce una finanziaria ancora incompleta.

Su un elemento chiave relativo alla sanità, il Governo viene battuto, mentre si chiude in un clima pesante, e senza aver trovato soluzioni, l'incontro con le Regioni. Intanto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini lancia più volte, nel corso della giornata, l'allarme : «se si continua così non so quando finiremo». In realtà sono stati votati, complessivamente, solo 250-260 emendamenti e ne mancano circa 1.400. In mattinata è stato votato solo l'articolo 10, che proroga aiuti per l'agricoltura, ed è cominciato il voto sugli articoli relativi alla sanità.

Ritirato il 24, quello su cui il Governo è stato battuto, si è poi proceduto sul 33, 34 e 35. Si voterà fino alle 22, ma il lavoro dei capigruppo e dei parlamentari membri della commissione Bilancio della maggioranza potrebbe proseguire anche più in là. Non è ancora definito, infatti, il testo del maxi-emendamento del relatore che dovrà recepire diversi emendamenti della maggioranza sui quali, però, non c'è ancora l'intesa. Sono stati, dunque, tutti rinviati i temi più 'spinosi' mentre in Aula e Transatlantico per tutto il pomeriggio si è registrato l'andirivieni di un gran numero di ministri. Il titolare dell'Economia Giulio Tremonti si è chiuso per alcune ore in una saletta con i tecnici del ministero, incontrando di tanto in tanto, per pochi minuti, uno o l'altro dei colleghi di Governo. I tempi stringono, si voterà domani e domenica, ma entro lunedì sera i lavori dovranno essere conclusi, perchè poi l'Aula chiuderà per consentire di approntarla i vista della visita del Pontefice.

Nella notte dovrà dunque maturare l'intesa per il maxi-emendemento, se si vorrà presentarlo in tempo. Il nodo politico più grosso è quello relativo all'estensione alle aree svantaggiate del nord delle agevolazioni previste per gli investimenti. Una decisione che non piace al viceministro Miccichè e nemmeno alle parti sociali firmatarie del Patto per l'Italia ma che sta invece molto a cuore alla Lega Nord, che anche in serata ha avvertito: «non conviene a nessuno umiliare il Nord e Miccichè dovrebbe prenderne atto, insieme a Confindustria e sindacati». Il maxi-emendamento, però, dovrebbe raccogliere anche altri provvedimenti della maggioranza, dall'estensione delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie a tutto il 2003 alle revisioni delle norme sulle fondazioni bancarie, tema anche questo molto delicato per gli equilibri della maggioranza.

In questo clima, nel primo pomeriggio, è piombato il voto dell'Aula che ha bocciato il Governo su uno dei punti che ha suscitato maggiori polemiche, quello che consentiva il rapporto di non esclusività per i medici del Ssn prevedendo un contributo annuo di 5.000 euro. La Camera ha approvato un sub- emendamento dell'opposizione che, cancellando la 'tassa' determinava problemi di copertura all'articolo aggiuntivo sui rapporti di lavoro di medici e dirigenti sanitari. L'articolo è stato dunque ritirato in toto nel 'tripudio' dell'opposizione che ha avanzato l'ipotesi che una parte della maggioranza abbia voluto contribuire a bocciare. Un'ipotesi nettamente smentita dal relatore Angelino Alfano, secondo il quale il voto è stato il risultato di un semplice errore di tempi.


Ritorna alla pagina precedente