da "il Nuovo", Giovedì 19 Dicembre 2002


Medici in sciopero, un'agitazione senza disagi

Più della metà dei sindacati di categoria non ha aderito allo sciopero medico proclamato da tre sigle sindacali. Non così gravi, come si temeva, i disagi negli ospedali.


ROMA -  Più della metà dei sindacati di categoria non ha aderito allo sciopero medico proclamato da 3 sigle sindacali. Non hanno scioperato i medici dell'Anp, della Cisl-Medici, della Cimo-Asmd nonchè aderenti al cartello come l'Ugl-medico, Orsa-Unione medica, Cisal-Medici, Fials,
Snami-Ospedalieri, Fnals-Medici. Non hanno scioperato altresì i medici aderenti alla Federazione Uil e alla Fesmed. "Non ha scioperato la larga maggioranza dei medici dipendenti - ha detto Stefano Biasioli, presidente nazionale Cimo-Asmd - perchè non condivide le motivazioni degli scioperanti che continuano a ritenere che la riforma Bindi costituisca un testo intoccabile ed immutabile.

Alcuni - ha aggiunto - hanno scioperato contro un comma inesistente perchè il contratto stabilisce che la modifica della normativa non toglierà comunque l'indennità di esclusività a coloro che manterranno le scelte fatte in precedenza". La Cimo e gli altri non scioperanti attendono che il
Parlamento con la Finanziaria 2003 e ulteriori leggi modifichino i punti critici della riforma Bindi e ridia dignità professionale ai medici dipendenti. "Solo così si potrà salvare il servizio sanitario nazionale", ha concluso Biasioli.

Sulla carta si sarebbero dovuti fermare 92mila medici. Quelli, vale a dire, che aderiscono alle sigle Anaao-Assomed (dirigenti ospedalieri), Civenp (veterinari), Snabi-Sds (dirigenti sanitari) e Umpsped. Grosso modo, più della metà dei camici bianchi ma, stamane, non si sono visti, nei nosocomi delle grandi città, i temuti ambulatori deserti. Le sale operatorie, anche quelle in cui non erano in programma interventi d’urgenza, non erano chiuse. E si sono continuate a fare analisi, visite e radiografie. Insomma, gli ospedali hanno continuato a prestare il proprio servizio, e non solo nei pronto soccorso cui l’agitazione, ovviamente, non era estesa.

La protesta era stata indetta contro un emendamento in Finanziaria che ritoccherebbe la riforma Bindi del ’99. In un punto decisvo: l’indennità riconosciuta ai medici che svolgono attività “esclusiva” nel servizio pubblico.

Allo sciopero aderivano anche i medici veterinari. Per questo, se le adesioni fossero state alte, il blocco poteva essre esteso anche ai mercati all'ingrosso di pesce e carne per impossibilità di effettuare i controlli obbligatori.

L’ex ministro della Sanità, ora deputato della Margherita, ha appoggiato l’agitazione: “Ha un significato etico, è finalizzata alla difesa del servizio pubblico”.

(19 DICEMBRE 2002, ORE 7:55, aggiornato alle ore 15:50)


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