da "il Messaggero", Domenica 22 Dicembre 2002
Medici, stop alla controriforma
Ma tra 2 mesi arriva la nuova legge
ROMA - La Finanziaria passa e, per i medici, non cambia nulla. Nessun via libera è stato dato a quell’emendamento che avrebbe cancellato l’indennità in busta paga per chi ha scelto di lavorare esclusivamente con il servizio sanitario nazionale. Anche per le visite private. Che vengono fatte, girando alla direzione dell’ospedale una quota parte della tariffa. Così come stanno oggi le cose, sembrano aver "vinto" i medici (per il ministero della Salute il 7,2% degli ospedalieri) che hanno scioperato giovedì scorso. La protesta era stata decisa per opporsi alle ipotesi di modifica alla legge, esattamente l’indennità di 500-700 euro al mese, che regola il loro rapporto di lavoro. In realtà, dietro l’angolo, già spunta una nuova ipotesi di modifica. Un ordine del giorno, infatti, rinvia ad una riforma che, lo annuncia il ministro della Salute Girolamo Sirchia, sarà pronta tra due mesi. «Il concetto - ha spiegato - è il seguente: la Finanziaria non è una legge ordinamentale, ma riguarda la spesa. Questo provvedimento, invece, incide sull’ordinamento. E’, quindi, sembrato riduttivo approvarlo attraverso un semplice emendamento. Si è, invece, deciso di dare mandato al governo affinché entro sessanta giorni produca un disegno di legge organico in materia».
Contro le decisione del governo di riformare la riforma Bindi, nelle scorse settimane, si erano schierati l’opposizione, i medici iscritti all’Intersindacale e anche le Regioni. Da sempre ostili al progetto che, a loro avviso, graverebbe in modo molto pesante sulle casse locali. Un emendamento di Forza Italia dei primi giorni di novembre aveva tracciato la percorribilità del progetto di modifica. L’ipotesi era quella di far pagare cinquemila euro l’anno ai medici per "liberarsi" del rapporto di esclusiva che li lega al servizio sanitario nazionale. Una tassa capace di scardinare uno dei nodi più discussi della legge introdotta in corsia circa tre anni fa. Quello della irreversibilità. Dell’impossibilità, cioè, da parte dei camici bianchi, di cambiare i punti fermi del contratto ( extramoenia o intramoenia). Il sì alla proposta, che allora venne fermata, o una proposta alternativa aprirebbe a tutti i medici, anche quelli che hanno scelto l’esclusiva, la via alla libera professione fuori dalle mura dell’ospedale. L’opposizione, già annuncia dura battaglia. Parla Rosy Bindi, "madre" della legge che il governo vuole modificare e responsabile delle Politiche sociali per la Margherita: «Questa Finanziaria, pur disastrosa, non è riuscita a controriformare il rapporto esclusivo per i medici. E’ evidente che Sirchia non si rende conto della realtà. Non si accorge neppure che con questa Finanziaria Tremonti sta smantellando il servizio, con una riduzione di finanziamenti senza precedenti».