INTESA MEDICA ANPO - CIMO ASMD - CISL MEDICI - Comunicato stampa 21 Dicembre 2002

Roma, 21/12/2002

INTESA MEDICA
ANPO - CIMO ASMD - CISL MEDICI


COMUNICATO STAMPA



Il Governo e le forze politiche della maggioranza hanno sciupato l'ennesima occasione per dare, con la legge finanziaria, certezze ai medici e alle sorti del Servizio Sanitario Nazionale.

Sono esplicitamente emerse l'incapacità e l'inanizione dell'Esecutivo, le liti all'interno della maggioranza, una minoranza senza idee e fracassona, la grave situazione di tensione istituzionale tra lo Stato e le Regioni, assieme ad un federalismo, sempre più pasticciato, che ha messo definitivamente in crisi le caratteristiche proprie del SSN e il suo finanziamento.  

I medici è proprio da oggi che corrono il serio pericolo di perdere non solo l'esclusività, ma lo stesso stipendio (stando alle dichiarazioni delle Regioni) e qualsiasi ravvicinata e seria prospettiva contrattuale.

Quelli a tempo definito e gli ex condotti entrano in un tunnel di incertezze e di guai (anche personali e familiari) difficili da dipanare senza un Provvedimento che si impone, ormai, urgentissimo.

I cittadini constateranno presto che chi inneggia oggi a mantenere il vecchio sistema, di fatto sta dando una mano a chi vuole loro sottrarre le prestazioni cui hanno diritto.

Come in tutte le tragedie annunciate, non mancano gli spunti comici: ci sono quelli che cantano vittoria perché il Governo ha fatto ritirare l'emendamento alla finanziaria. E' la vittoria di Pirro perché non c'è bottino, perché la mancata modifica dell'articolo 15 del Decreto Legislativo 229/99 provoca, immediatamente, il rinvio sine die della trattativa contrattuale ed il rafforzamento della posizione strumentale delle Regioni. La vittoria di Pirro di chi conserva e sacralizza le precedenti riforme, non tenendo conto del mutato quadro socio-politico-economico, e senza accorgersi che l'immobilismo del vecchio ordinamento, l'attuazione di un confuso federalismo, e una spesa sanitaria senza controllo e allo sbando, costituiscono una miscela esplosiva che può mettere definitivamente in crisi il SSN, così come l'abbiamo conosciuto solidaristico ed egualitario.

Il dato ufficiale di partecipazione allo sciopero è stato del 7,2%. Pertanto, i medici che, nella stragrande maggioranza non hanno partecipato allo sciopero autolesionista, immotivato ed insulso, sanno già di chi è la colpa di questa situazione, dovuta a coloro che hanno contribuito a dare, ancora una volta, copertura politica agli avversari dei medici, per difendere interessi estranei all'attività sindacale.

I medici non meritavano un Natale peggiore di questo e un nuovo anno denso di incertezze e di preoccupazioni.

L'Intesa Medica rassicura i medici italiani che porterà avanti sempre le loro idee, la loro dignità e libertà professionale ed il loro ruolo così indispensabili per la Sanità, per i cittadini e per i malati.

Il Presidente Nazionale dell'ANPO (Primari Ospedalieri) Prof. Raffaele Perrone Donnorso ha dichiarato: "L'ANPO rimane attonita ed incredula per le modalità con le quali sembra concludersi un travagliato iter che vede ancora una volta la Sanità ed i medici quale ultima e trascurabile preoccupazione del Governo".

Il Presidente Nazionale della CIMO-ASMD Dr. Stefano Biasioli ha dichiarato: "Quelli che cantano vittoria sono come gli indiani Sioux che vinsero a Fort Apache ma poi furono rinchiusi in riserva. La stessa sorte toccherà a loro".
"Hanno imbrogliato i loro iscritti, terrorizzandoli con la paventata (ma irreale) perdita dell'indennità di esclusività".
"Hanno fatto disinformazione sindacale e svolto un'azione politica, in combutta con le Regioni".
"Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la fine del tempo definito, il persistere del giogo bindiano, la demotivazione dei professionisti, trasformati in grigi impiegati. Una vittoria di Pirro. Favorita da un Governo debole, che fa di tutto per inimicarsi gli elettori e per favorire i nemici." 

Giuseppe Garraffo Segretario Generale CISL Medici ha dichiarato: "Se qualcuno griderà vittoria vuol dire che non ha capito niente della situazione che si è determinata: adesso i medici sono più deboli e non solo avranno a rischio veramente l'indennità di esclusività, ma potrebbero avere la sgradita sorpresa di saltare lo stipendio, se le Regioni non cambieranno atteggiamento, e sicuramente non si intravede un ravvicinato e significativo rinnovo contrattuale, perché la conservazione dello status quo lacera i rapporti tra Governo e Regioni, incancrenisce i problemi, e determina, per il mancato finanziamento, condizioni gravi di sfaldamento del SSN.

Noi dobbiamo reagire con determinazione, perché, non solo dobbiamo dire ai medici chi li ha traditi, ma anche il motivo.
Il nostro obiettivo sono le riforme necessarie, l'unità dei medici ed il rinnovo contrattuale che non può essere un piatto di lenticchie. A questo punto il contratto deve essere sostanzioso dal punto di vista normativo ed economico.
I medici non possono più lasciare fare agli altri, ma da oggi devono attivare vigilanza e mobilitazione permanente".  

ANPO CIMO-ASMD CISL MEDICI
Raffaele Perrone Donnorso Stefano  Biasioli  Giuseppe  Garaffo
 

SEDE
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