"8/5-Circolare di Zucchelli sull'incontro a
Palazzo Chigi"
Ai componenti la
Segreteria Nazionale
Alla Consulta permanente dei Segretari Regionali e delle Province Autonome
Ai componenti il Consiglio Nazionale
Ai componenti la Commissione Controllo
Al Collegio dei Revisori dei conti
Ai Segretari Aziendali
Alle sedi Anaao Assomed
Roma, 8 maggio 2003
Prot. 295/2003/SNsp
Circolare Informativa del Segretario Nazionale
Riforma dello stato giuridico: riparte il confronto a Palazzo Chigi
Finalmente il 7 maggio a Palazzo Chigi si è concretizzata, anche a seguito delle ripetute richieste dell'Anaao Assomed, la trattativa a tre, Governo, Regioni, Associazioni professionali sulla riforma dello stato giuridico della dirigenza sanitaria. Al centro della discussione, la revisione delle norme che regolano il rapporto di lavoro dei medici ed in particolare l'esclusività. Per il Governo erano presenti i ministri Sirchia, Mazzella, La Loggia e il sottosegretario Magri in rappresentanza del Ministero dell'economia. Per le Regioni il coordinatore degli assessori alla sanità Gava e l'assessore dell'Emilia Romagna, Bissoni.
L'incontro ha rappresentato per l'Associazione un'utile occasione per illustrare al Governo, anche a nome di tutta l'Intersindacale Medica (Civemp, Fesmed, Snabi Sds, Umsped), le nostre opinioni. In premessa ho ribadito che il rapporto esclusivo ha un valore altamente positivo perché garantisce efficienza alle strutture, grazie alla fedeltà dei dirigenti, assicurata al servizio sanitario nazionale. Altrettanto positivo è il valore da attribuire alla libera professione come opportunità per aziende, medici e cittadini. Naturalmente la libera professione deve essere svolta con regole certe, all'interno della struttura pubblica, in spazi separati e distinti (ad es. il San Matteo di Pavia) e, ove questi non esistessero, in strutture esterne convenzionate con l'azienda. A questo proposito va apprezzata la decisione del Governo di protrarre di due anni, con un recente decreto legge, il termine del 31 luglio 2003 per svolgere la cosiddetta libera professione intramoenia allargata, anche se avremmo preferito che fosse mantenuta quella norma che dava la possibilità di svolgere questa attività fino alla attivazione degli spazi idonei all'interno delle aziende.
Per questi motivi non concordiamo con i giudizi negativi espressi dal Ministro sulla libera professione intramoenia, che attribuiscono al suo cattivo funzionamento la responsabilità del fenomeno delle liste di attesa.
La nostra Associazione riconosce, però, che la normativa oggi in vigore sul rapporto esclusivo possiede elementi di forte rigidità che non siamo riusciti ad attenuare nella legislatura precedente, e che possono oggi essere modificati attraverso una regolamentazione che renda possibile, in determinate circostanze, la reversibilità della scelta.
Su un punto però la nostra posizione è irremovibile: la modifica delle regole del gioco non deve in alcun modo compromettere la sopravvivenza dell'indennità di esclusività di rapporto, nei modi e nei termini con cui è stata fissata nel Contratto di lavoro vigente. Non siamo cioè disposti a ricontrattare quanto già pattuito.
A questo tavolo abbiamo, quindi, affidato il compito di identificare un sentiero che porti alla modifica della normativa in vigore senza intaccare ciò che di buono oggi c'è.
La posizione del Governo è stata riferita dal sottosegretario, Gianluigi Magri che si è detto disponibile ad identificare un percorso per indicare quali modifiche legislative introdurre, pur riservandosi di valutarne l'impatto economico, ed affermando che comunque di fronte a modifiche del quadro, sarà necessaria una nuova contrattazione.
Ancora rigida la posizione delle Regioni, espressa nelle dichiarazioni di Fabio Gava, il quale ha confermato quanto più volte sostenuto in passato e cioè che qualora venisse modificata anche minimamente la parte normativa, dovrebbe essere ridiscussa in sede di trattativa per il rinnovo del contratto, anche l'indennità di esclusività di rapporto oggi in godimento.
Pur avendo dichiarato la totale disponibilità dell'Associazione a proseguire nella trattativa, ho manifestato profonda preoccupazione di fronte all'atteggiamento del Governo e delle Regioni che non sembrano disposte a mantenere intatti i diritti acquisiti nel contratto. Per verificare il loro orientamento non dovremo comunque attendere molto tempo, dal momento che già il prossimo 13 maggio Governo e Regioni si incontreranno per mettere a punto un documento che poi sottoporranno alla valutazione dei sindacati. Nel corso dell'incontro il sottosegretario al ministero dell'Economia Gianluigi Magri, sollecitato dall'Anaao Assomed, ha dichiarato, inoltre, che il Governo non è disponibile a corrispondere nel prossimo contratto nazionale di lavoro lo 0,99% così come pattuito nel Protocollo d'intesa Governo-sindacati del febbraio dello scorso anno, rimandando tale onere a carico delle Regioni.
L'Anaao Assomed non esiterà, nel caso queste dichiarazioni venissero confermate, a trasformare lo stato di agitazione già proclamato in una giornata di sciopero nazionale da programmare per il 23 maggio prossimo.
f.to
Serafino Zucchelli