La maggioranza mette a punto l'agenda - Nuova proroga in vista per il tempo definito. Medici, riforma sprint. Si profila l'apertura sulla possibilità di svolgere l'attività intramoenia all'interno degli studi . da Il Sole 24 Ore, Giovedì 10 Gennaio 2001

da "Il Sole 24 Ore", Giovedì 10 Gennaio 2001


La maggioranza mette a punto l'agenda - Nuova proroga in vista per il tempo definito
Medici, riforma sprint
Si profila l'apertura sulla possibilità di svolgere l'attività intramoenia all'interno degli studi


ROMA - Nuova proroga di almeno sei mesi per decreto del tempo definito dei medici, che altrimenti scadrebbe il prossimo 1 febbraio. E conferma del varo in tempi ravvicinati del disegno di legge che farà piazza pulita dell'esclusività dei camici bianchi del Ssn aprendo le porte a rapporti libero professionali "a ore".

La maggioranza ha pressoché messo a punto il calendario dei lavori col quale vuole gettare alle ortiche gran parte dell'odiatissima (e inapplicata) riforma ter del Ssn. E intanto rispunta un'insofferenza di fondo verso un federalismo che possa espropriare le Camere del potere legislativo: ben venga la devolution, è la parola d'ordine, ma il Parlamento non può diventare un «passa carte». Sono queste le conclusioni del vertice di ieri tra il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e i rappresentanti della maggioranza di Camera e Senato. Una riunione che ha indicato le prossime tappe di quella che vuol essere la rivoluzione dell'assistenza sanitaria pubblica. Con un'agenda che nelle prossime settimane (Regioni permettendo) si arricchirà delle linee guida del Piano sanitario nazionale. E che tra i suoi punti fermi, ancora da scrivere, ha anche argomenti più volte indicati dal ministro: la qualità, la ristrutturazione della rete ospedaliera, l'emergenza, le liste d'attesa. «Un incontro molto proficuo», per il presidente della commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Palumbo (Fi). «Sulle priorità c'è assoluta concordia», ha confermato il pari grado del Senato, Antonio Tomassini (pure di Fi), che ha rivendicato il ruolo «non solo notarile che deve avere il Parlamento». Affermazione che Piergiorgio Massidda (ancora Fi), ha chiarito senza giri di parole: «Il Parlamento è sovrano: non può essere che la Conferenza Stato-Regioni funzioni come una terza Camera senza possibilità di intervento del Parlamento».

Tempo definito. L'ipotesi è di prorogare nuovamente, come già fatto per due mesi con la legge taglia-spesa, i rapporti a tempo definito dei medici. La proroga sarebbe almeno di sei mesi, se non di un anno, per collegare la modifica al più ampio Ddl di riforma quater. Lo strumento tecnico sarà un decreto legge: un provvedimento urgente nuovo di zecca oppure un emendamento a un Dl (il 452/2001 sulle accise, in scadenza a fine febbraio).

Riforma quater. Il capitolo clou è stata la modifica del rapporto di lavoro dei medici del Ssn, fatti salvi interventi che entrino in profondità nel corpo del Dlgs 229/99. Sirchia ha riepilogato le misure in campo: reversibilità dell'opzione per l'esclusiva (ma c'è chi vuole il Dl), possibilità di svolgere l'intramoenia negli studi professionali, contratti libero professionali a gettone per chi non accetta l'esclusività del rapporto di lavoro col Ssn, contratto provvisorio per 5 anni per i neo assunti con verifica finale. L'intramoenia resterebbe per le attività chirurgiche, con ampia discrezionalità dei direttori generali nell'ambito della programmazione aziendale. Argomenti scottanti, su cui la maggioranza ha chiesto un'ulteriore istruttoria. Che sarà svolta, soprattutto per gli aspetti finanziari legati al premio di esclusività, anche con Economia e Funzione pubblica. Senza scordare che le Regioni stanno in guardia e reclamano autonomia. E che i sindacati non stanno certo a guardare: ieri l'Anaao ha confermato il suo netto «no».

Ecm: medici all'attacco. Altolà allo strapotere delle Regioni sulla formazione continua dei medici (Ecm): con questa ferma presa di posizione la Federazione degli Ordini dei medici (FnomCeo) e i principali sindacati di categoria (Anaao, Andi, Fimmg e Sumai) hanno annunciato ieri l'istituzione di una «unità di crisi» per riaffermare il ruolo centrale degli Ordini e dei sindacati nella gestione e programmazione dell'Ecm. Le iniziative includeranno una giornata di protesta nazionale e forse anche le dimissioni del presidente della Fnom, Giuseppe Del Barone, e di tutti gli altri membri della Federazione dalla commissione nazionale per l'Ecm. Nel mirino è il documento approvato dalla Stato-Regioni: un testo che, si accusa, smaschera «l'intenzione neo-centralista regionale di sovraintendere a tutto, compresa la qualità dell'atto medico», disattende al riforma Bindi e annulla il ruolo degli Ordini.


Ritorna alla pagina precedente