da "il Corriere della Sera", Sabato 25 Marzo 2000


Uno schiaffo per i docenti universitari. I duemila ...


ROMA — Uno schiaffo per i docenti universitari. I duemila professori che avevano presentato il ricorso al Tar e ottenuto la sospensiva sull’esclusività non possono più tergiversare.

Il Consiglio di Stato ha dato ragione al ministero della Sanità e dell’università e ha ribaltato la decisione del tribunale. I medici delle facoltà di Medicina che ancora non l’avevano fatto contando sulla conferma del rinvio, sono obbligati a scegliere se lavorare con rapporto esclusivo per l’ateneo (quindi rinunciando alla libera professione al di fuori del servizio pubblico) oppure se mantenere il doppio regime.

Circa 100 mila colleghi ospedalieri hanno sciolto le riserve entro il 14 marzo, come imponeva il decreto del ministro Rosy Bindi, dividendosi tra intramoenia ed extramoenia. I docenti, invece, meno disposti ad accettare l’imposizione della scelta e appellandosi alla mancanza di spazi adeguati per attuare alla lettera l’attività «intramuraria», si erano appellati al Tribunale regionale del Lazio che aveva rimandato la scadenza al 5 luglio. Una «vittoria» per la Bindi che sta chiudendo il cerchio della sua riforma sanitaria. Le norme sull’esclusività, molto contestate dai dipendenti del servizio pubblico, dovranno per forza essere applicate. Piaccia o no.

Il supremo organo della magistratura amministrativa nella sua ordinanza invita il ministero a fissare un nuovo, breve termine entro il quale l’opzione dovrà essere esercitata. «Lo indicheremo al più presto — si affretta ad annunciare la Bindi —. Vogliamo che questa nuova fase della sanità sia avviata ovunque in pieno. Il risultato incoraggiante sul rapporto esclusivo è la prova che la stragrande maggioranza dei medici hanno condiviso i nostri principi e i nostri obiettivi». Gli ultimi rilevamenti, comunicati al dipartimento della Programmazione dalle Regioni, indicano percentuali di «esclusivisti» molto alte: l’88%. I medici che hanno detto sì, sono stati attratti anche dal milione-milione e mezzo in più previsto dallo stipendio dal nuovo contratto e obbligati dalla minaccia di perdere vantaggi a livello di carriera.


Ritorno alla Pagina principale