Una scelta discutibile.
di Sabino Nanni
Primario
Acqui Terme - Alessandria
In quel tempo, casi come quelli della Signora Pincopallino si erano straordinariamente moltiplicati: pareva che, ormai, il vero amore potesse essere solo "extramurale" e l'istituzione famigliare, vanto di Pincopallinia e della "Grande Sorella" (che regnava sul Paese), entrò seriamente in crisi. Oltre a ciò, imperversava una grave crisi economica dovuta in gran parte agli sprechi dei padri di famiglia. Numerose grida, volte a sopprimere tanto l'amore "extramurale" quanto gli "sprechi intramurali", erano miseramente fallite di fronte alla forza dei fatti e delle abitudini inveterate. Un giorno, però, ad un consigliere della "Grande Sorella" venne un'idea geniale: "Perchè, Maestà, non fare diventare, ope legis, lecito ciò che adesso è "discutibile?" - "Che, ti ha dato di volta il cervello?" Gli rispose la Grande Sorella - "No, Maestà, mi ascolti: il vero problema che ci affligge non è tanto l'amore "extramurale" di per sè, quanto il fatto che esso si sottrae al nostro controllo e, quindi, non possiamo utilizzarne tutte le potenzialità. Poniamolo al servizio della Famiglia e dello Stato e chissà che non ci riesca anche di dare una mano, nelle loro "spesucce", ai Padri di Famiglia: in fondo, ci sono così fedeli!" - "Sì, effettivamente.. - rispose la Grande Sorella - ho l'impressione che in questa tua pazza idea ci sia qualcosa d'interessante: preparami una bozza di Legge, poi deciderò". La bozza convinse la Grande Sorella ed essa, divenuta Legge, iniziò a governare l'attività, definita ora "libero-erotica intramurale", di Pincopallinia. La norma era straordinariamente liberale: essa consentiva alle donne coniugate (alle sole condizioni di esercitare l'attività erotica dentro le mura domestiche, di monetizzare obbligatoriamente detta attività secondo tabelle previste dal Ministero, e di versare il 20% degli introiti al Capofamiglia) di avere anche più di un partner (talora addirittura un flusso continuo di partners) e questo, per di più, con la possibilità di scegliere anche diversamente. L'opzione fu subito, liberamente, accettata dall'85% delle mogli che, in tal modo, poterono agevolmente sottrarsi alla deprivazione dei figli, alle sanzioni economiche ed al giorno settimanale di gogna previsto per le "ribelli".
Fra questo 85% delle consorti c'era, ahimè, anche la nostra Signora Pincopallino. Ora poteva vedere, in tutta libertà, tra le mura domestiche, il Sig. Privati. Anzi, il marito Sig. D.G., sempre impegnato in spese "strane", ora incoraggiava le visite dell'ex-rivale che gli rendevano sempre almeno il 20% della tariffa (si stava, oltre al resto già parlando di un'ulteriore riforma per cui alla moglie sarebbe andata una modesta indennità forfettaria ed i proventi dell'attività "libero-erotica intramurale" sarebbero stati divisi, al 50% ciascuno, fra Capofamiglia e Stato). A quelle del Sig. Privati, il Sig. D.G. aveva spontaneamente aggiunto le visite alla moglie del Sig. Assicuratori e del Sig. Finanzieri che, molto meno raffinati e gentili del primo, erano, tuttavia, non meno remunerativi. La Signora Pincopallino nei momenti in cui, sola con se stessa, non poteva sfuggire alla verità, sentiva di non essere per nulla felice. Eppure, che diritto aveva di lamentarsi? La nuova situazione (definita per Legge "non discutibile") era nata dalla saggezza della Grande Sorella, aveva avuto il consenso dell'85% delle donne, era stata addirittura approvata dal maggior sindacato femminile di quell'epoca, condotto dalla gloriosa Signora Trallallero: come si poteva non essere d'accordo? Tuttavia sentiva che fra lei e Privati stava crescendo una reciproca, irrimediabile disistima e la stessa cosa stava accadendo coi suoi figli. Come uscirne?
Un giorno, navigando in Internet di nascosto sul computer del marito, le capitò d'incontrare un sito denominato "Libertà amorosa". Non ebbe molto tempo per capire di cosa si trattasse (l'attendevano, tiranniche, le sue incombenze familiari nonchè le visite degli "amici"), ma subito era rinata in lei una sensazione antica, divenuta estranea, mai più provata dall'avvento della nuova Legge: sì, era proprio la speranza che ora le riusciva di provare. Sarebbe davvero ritornata alla libertà? Non poteva esserne sicura, ma già sentiva che l'esistenza di persone coi suoi stessi dubbi, che non credevano nella "Legge", la sola esistenza di questi esseri umani, stava facendo crescere in lei quella che le pareva una forza nuova. Ora, sdraiata sul letto, avvolta dalle carezze lascive di Assicuratori o di Privati (non capiva più di chi e non le importava) si accorgeva che il suo sguardo si dirigeva spontaneamente verso un punto preciso della parete, il punto oltre il quale la Speranza, come una dea protettrice e soccorrevole, aveva assunto per lei le sembianze dun computer e dun sito Internet.