Premi ai medici che fanno meno ricette Per le medicine si spende troppo L'azienda sanitaria corre ai ripari Sull'accordo sindacati spaccati. La Fimmg lo ha siglato, mentre lo Snai si è rifiutato da "il Tirreno", Mercoledì 27 Marzo 2002

da "il Tirreno", Mercoledì 27 Marzo 2002


Premi ai medici che fanno meno ricette
Per le medicine si spende troppo L'azienda sanitaria corre ai ripari Sull'accordo sindacati spaccati. La Fimmg lo ha siglato, mentre lo Snai si è rifiutato


GROSSETO. Migliorare la salute ed il benessere del cittadino e dare efficienza e sostenibilità al sistema sanità. Con questi obiettivi è stato firmato nei giorni scorsi un accordo fra la Asl 9 ed i medici di famiglia; a livello sindacale l'ha accettato la Fimmg ma non lo ha sottoscritto l'altro sindacato, lo Snami, che non ha accettato l'ultima parte dell'accordo, laddove si parla di premi ai medici che riducono drasticamente la prescrizione di medicinali. Motivo: in Maremma, per le medicine, si spende troppo. O almeno più che altrove. Il cosiddetto «sistema premiante» per i medici di base maremmani prevede che «le quote incentivanti verranno assegnate (ndr.: dall'Asl 9) previa verifica del raggiungimento degli obiettivi aziendali». Nell'accordo si legge che «il recupero di appropriatezza nei vari settori della diagnostica e terapia consentirà un risparmio indotto della spesa farmaceutica totale», e che l'Asl ritiene di dover incentivare il singolo medico sulla base di una tabella che suddivide i medici di famiglia in sei fasce: da quelli della fascia 1 che l'anno scorso prescrissero medicine restando in linea con la media nazionale a quelli della fascia 7 andati molto al di là della media: ad ogni fascia una percentuale di diminuzione richiesta e l'incentivo che il medico avrà se raggiungerà quel risultato.

Che la spesa farmaceutica vada razionalizzata nessuno se lo nasconde o lo nega, ma è difficile a digerirsi (sopratutto per i pazienti) un concetto come quello che meno medicine verranno segnate e più incentivi avranno i medici. Certamente nessun medico ha intenzione di ridurre il suo impegno, ma l'idea si fargli avere soldi se farà risparmiare l'Asl non desta entusiasmo fra la gente. «Si tratta - spiega il dottor Paolo Paoletti, che è segretario provinciale e vice segretario regionale dello Snami - di un contratto aziendale che comunque prevede molte cose; l'ultima parte è quella incentivante per i medici, e rapporta certi premi al conseguimento di un risparmio nella spesa farmaceutica ed alla organizzazione di una serie di iniziative rivolte alla educazione sanitaria dei cittadini. Come Snami non abbiamo approvato la parte in cui si stabilisce che ci siano dei premi incentivanti in rapporto ad una riduzione della spesa farmaceutica. La adesione individuale è stata fatta comunque da tutti i medici di base della nostra provincia, ma una larga parte dei medici ha chiesto che l'eventuale premio che dovesse risultare da un risparmio, che potrà derivare anche dal fatto che l'Asl 9 ha attivato la distribuzione diretta dei farmaci ad alto costo e da altro, questo risparmio venga destinato a degli enti di beneficenza. Se però non ci sarà risparmio, non ci sarà alcun pagamento ai medici».


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