Prosegue la pubblicazione dei commenti del Presidente di Libertà Medica, Dott. Giorgio Cazzato.
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Forse sarebbe stato meglio se……
In questi giorni assistiamo, pressoché impotenti, ad una nuova campagna tendente a criminalizzare l’intera categoria medica, indistintamente rea, secondo quanto rappresentato dai mass media, di indirizzare le proprie scelte terapeutiche in rapporto ai “favori” ricevuti dalle ditte produttrici (ora di farmaci ora di dispositivi medici).
Senza voler entrare nel merito dei necessari distinguo per i quali è corretto che, ove e se vi siano stati comportamenti personali illeciti, si intervenga con gli strumenti sanzionatori previsti dalle Norme (e di Legge e del Codice Professionale e Deontologico), non si può fare a meno di notare che gli atteggiamenti accusatori indiscriminati e generalizzati che sono stati messi in atto, hanno ulteriormente minato quel che resta del rapporto fiduciario tra Medico e Paziente, mortificando, ancora una volta, la dignità di chi, certamente maggioranza nella Categoria, ha sempre operato con Onestà, Coscienza e Diligenza.
Sotto quest’aspetto non giova l’iniziativa del Ministro Sirchia di un DL “antitruffa” che, così come sembra concepito, rafforza non solo l’idea che gli illeciti siano diffusi e generalizzati, ma rischia di lasciar passare anche l’immagine di un’intera classe Medica coinvolta in una presunta “sanitopoli” al punto da rendere necessario un nuovo intervento legislativo repressivo.
Forse, invece di nuovi strumenti legislativi, sarebbe stato opportuno un richiamo all’applicazione perentoria di quanto già esistente.
Forse avrebbe dovuto essere approfondito e rivisto il compito di formazione e aggiornamento che, in assenza di idonee risorse economiche da parte dello Stato, colpevolmente si è lasciato alle ditte produttrici.
Forse avrebbero meritato di essere analizzati quei meccanismi, pressoché solo italiani, che consentono “inscatolamenti” diversi della stessa molecola con prezzi di vendita profondamente differenti.
Forse, ancora, ci sarebbe qualcosa da fare (o dire) sulle licenze.
Forse si sarebbe potuto finalmente fare un distinguo tra informazione scientifica e rappresentanza commerciale.
Ma nulla di tutto questo è stato fatto né da quella grande scuola di giornalismo italiana che, poco avvezza alle inchieste e molto portata invece alla campagna scandalistica, confonde l’insinuazione con l’approfondimento, né dal Ministro e Suo Governo che, confermando nei fatti quello che l’informazione giornalistica voleva far sottintendere, non ha trovato di meglio che accentuare i comportamenti repressivi, come se i comportamenti illeciti fossero i principi informatori dell’operare medico.
Il clima di giustizialismo che si sta venendo a creare ci pare fuori luogo e rischia di scatenare comportamenti diffusi difensivistici:
in assenza del testo del DL, prevedere, come da comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, “un sistema di nuove e aggravate sanzioni a carico dei professionisti sanitari dipendenti dal Servizio sanitario nazionale o convenzionati che commettano illeciti nello svolgimento di funzioni di servizio o effettuino prescrizioni farmaceutiche e diagnostiche non pertinenti alla patologia da curare” (e per questo istituire delle task force poliziesche per ricercare presunti illeciti) non solo offende la pressoché totalità della categoria, estranea a comportamenti delittuosi, ma rischia, contribuendo ad un rinnovato clima di caccia alle streghe, di “caricare” il sospetto e la sfiducia del Paziente nell’atto medico ma, soprattutto, di favorire quei comportamenti medici “di difesa”, già attuati oltreoceano, per cui si preferisce “non fare” o demandare ad altri per non incorrere in un possibile rischio.
Per un Ministro che, giustamente, vuole perseguire l’eccellenza nel SSN, atti come questo spingono paradossalmente alla mediocrità diffusa, consentendo la giustificazione del “tanto meno, tanto meglio” e non può che lasciare perplessi il fatto che ad intraprenderli e proporli sia stato un Ministro “tecnico” che, da medico, ben conosce i problemi con cui la Professione giornalmente si deve confrontare e i rischi connessi al venir meno del rapporto fiduciario.
Forse, signor Ministro, la classe medica avrebbe preferito ricordarLa per quanto Lei affermava all’indomani della nomina, quando prese l’impegno di ridare dignità e fiducia ai Medici entrambe compromesse dall’azione legislativa di chi l’aveva preceduto e non per doverLa annoverare, invece, tra coloro che hanno proseguito nell’azione di sfiduciarli.
Già, forse….
Dr. Giorgio Cazzato
Presidente Libertà Medica
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