Prosegue la pubblicazione dei commenti del Presidente di Libertà Medica, Dott. Giorgio Cazzato.

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Lettera aperta al Ministro Sirchia

Illustre Signor Ministro,

in un momento in cui tutti si sentono autorizzati a inviarle lettere aperte utilizzando i canali “amici” della carta stampata, anche noi, costituitici in associazione per difendere dignità e professionalità medica erosi dalla riforma Bindi, ci sentiamo in dovere morale di scriverle una lettera meno urlata, ma più sofferta, per manifestare il nostro disagio.

Le sue recenti dichiarazioni recitano che entro febbraio sarà rivista tutta la normativa della 502 e della 517, cioè della riforma Bindi (speriamo), che cesseranno le iniquità (speriamo), che ci sarà il ritorno della meritocrazia (speriamo).

Di conseguenza, tutti i sindacati la “invitano” ad una riforma di “buon senso”, “rispettosa della scelta operata per il servizio pubblico” (poco importa che la scelta consenta anche l’esercizio libero-professionale nelle strutture private e non pubbliche).

In poche ma significative parole tutti le chiedono una cosa “semplice”: conservare il beneficio economico dell’esclusività senza precludere l’esercizio allargato.

Ovviamente la richiesta non viene ascritta alla mancata (e invece dovuta) perequazione stipendiale degli ultimi contratti (per cui “l’esclusività”, hanno detto, è stato il cavallo di Troia per consentire il recupero), ma viene artificiosamente fatta rientrare nel quadro del “non smantellamento” del servizio pubblico. Così le rappresentanze sindacali, pur concordando con lei sull’abolizione delle iniquità per le liste d’attesa, sull’eccesso di aziendalizzazione e di potere monocratico del direttore generale, sull’esigenza di recuperare le difformità quali-quantitativa dei servizi sanitari erogati nelle diverse Regioni, sull’utilità della reversibilità, ecc…. (e quale medico potrebbero non condividere?) DIMENTICANO (scientemente?) di chiederle di correggere la maggiore delle iniquità introdotta dal 229: le penalizzazioni subite dagli extramoenia, colpevoli di essere stati coerenti con la scelta fatta e di non essere ricorsi all’ipocrisia dell’opzione esclusivista …ma con il beneficio dell’allargata …perché nulla cambi.

L’arroganza delle minacce (scioperi) non ci è propria né tanto meno manifestiamo la superbia di trasformarci in legislatori occulti. Quello che non ci manca, però, è la logica coerente e forza del diritto e (dando per scontati gli altri aspetti già citati di condivisione) in nome di queste le chiediamo, quale che sarà il testo legislativo che predisporrà, di tenere nella massima considerazione l’esigenza di:

ristabilire il principio meritocratico nelle carriere;

colmare quel gap economico, che non è solo stipendiale ma anche pensionistico, tra intra ed extramoenia a parità di lavoro istituzionale e a parità di condizione di esercizio libero-professionale.

Non sta a noi segnalare se sia più perseguibile la logica dell’estensione del concetto esclusivista con garanzia di esercizio allargato o quella della cessazione del cavallo di Troia (e contestuale attivazione del dovuto recupero del potere d’acquisto perduto negli ultimi CCNL). La scelta, ce ne rendiamo conto, non sarà facile.

Le chiediamo, però, di risolvere la schizofrenia regnante, restituire serenità lavorativa ai nostri reparti e ridare a tutti i medici l’orgoglio di appartenenza ad un unico corpo dove non ci sia discriminazione a parità di lavoro prodotto e la selezione dipenda solo dalle capacità dell’esecutore.

Dr. Giorgio Cazzato

Presidente Libertà Medica


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