Prosegue la pubblicazione dei commenti del Presidente di Libertà Medica, Dott. Giorgio Cazzato.
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Sciopero? No, grazie
Alcune organizzazioni sindacali hanno indetto uno sciopero contro l’emendamento in discussione al Senato tendente a modificare l’irreversibilità dell’esclusività e reintrodurre la possibilità di ricoprire incarichi di dirigenza, anche complessa, pur essendo in extra-moenia (tranne che per i capi dipartimento).
Francamente non capiamo: le stesse sigle che oggi dichiarano lo sciopero, sono quelle che, dopo aver accettato l’esclusività irreversibile del massimalismo bindiano e le penalizzazioni, hanno più volte successivamente dichiarato che erano da modificare talune “rigidità” della riforma ter, affermando esplicitamente che il riferimento era proprio all’irreversibilità e alle penalizzazioni.
Ora che un emendamento si propone di ridare la possibilità vera di scegliere, e in modo reversibile, tra intra ed extra, si dichiara che è necessario uno sciopero per impedire che ciò avvenga.
Nelle motivazioni della protesta si dice, invero, che l’emendamento in questione metterebbe in discussione l’indennità di esclusiva (insieme ad altri proclami – citati solo marginalmente rispetto all’indennità - contro i tagli alla sanità e al sociale, contro il ddl sulla devoluzione, ecc…).
Ora: leggendo il testo in discussione (vedi nel sito) non pare esservi né un’abrogazione dell’indennità vigente né che sia teorizzabile una sua successiva rivisitazione al ribasso o scomparsa per un rischio reale di applicazione di quanto all’art. 42 del contratto (che gli stessi sindacati all’epoca peraltro accettarono).
Viene allora da chiedersi: ma cosa intendevano quando si affermavano che era necessario modificare gli aspetti impositivi del 229? E, soprattutto, qual è la proposta sindacale per ottenere i cambiamenti?
Temiamo fortemente che lo sciopero (incomprensibilmente indetto per il 19 c.m. quando tutte le fonti di informazione riferiscono la data presunta del 18, il giorno prima, quale data prevista per il voto finale del Senato) abbia il sapore della “pressione” che si vuole esercitare sull’Assemblea in vista dell’esito della discussione.
Se il problema non è solo ideologico/demagogico ma legato a “impressioni” percepite sul mantenimento dell’esclusività, bene farebbero le rappresentanze a ricercare le garanzie ritenute necessarie alla salvaguardia della stessa, rispetto ad un testo che non prevede affatto alcuna variazione, attraverso le dimostrazioni di spesa reale conseguente alle novità introdotte e, al contempo, avanzino una proposta, concreta, reale e non solo “di annuncio”, che consenta quelle modifiche di cui gli stessi si dichiaravano convinti della necessità:
1 - reversibilità dell’opzione;
2 - abolizione delle penalizzazioni.
In assenza di tali iniziative, non resterà che convincersi che la volontà vera delle sigle promotrici è quella di evitare qualunque cambiamento perché utile, al sistema attuale, sia la permanenza delle disparità di trattamento sia le “scelte” indotte e irreversibili e che lo sciopero sia solo …..la clava brandita nel nome della maggioranza rumorosa della categoria (essendo la vera maggioranza abitualmente…. quella silenziosa)
Dr. Giorgio Cazzato
Presidente Libertà Medica
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