Cortona Libertà Medica

il convegno di Libertà Medica - Cortona 8 Aprile 2002


La sintesi degli interventi
a cura di Giorgio Cazzato, Presidente Nazionale di Libertà Medica


Oltre all’associazione, organizzatrice dell’evento e rappresentata dal sottoscritto nella veste di presidente nazionale, hanno partecipato con ruolo attivo (come
relatori o al panel):

dr. M. Arpaia – presidente nazionale Fimmg;

dr. S. Biasioli – presidente nazionale Cimo;

dr. A. Delvino – segreteria nazionale Anaao;

dr. B. Di Lascio – presidente Ordine dei Medici di Ferrara;

dr. R. Festa – presidente Ordine dei Medici di Arezzo;

dott.ssa I. Mastrobuono – docente organizzazione sanitaria e D.S. policlinico Tor Vergata;

dr. A. Pagani – vicepresidente nazionale Snami;

dr. A. Panti – presidente Ordine dei Medici di Firenze;

dr. A. Sbricioli – presidente Ordine dei Medici di Macerata;

avv. S. Spitaleri – esperto in diritto sanitario.

Aspetti trattati nelle relazioni:

a) Dirigenza ospedaliera


Sono stati messi in luce (e motivati nella relazione sia giuridicamente che normativamente) i rischi connessi all’applicazione di quanto previsto per la dirigenza in generale (che, sempre in base alla giurisprudenza, per essere realmente tale deve necessariamente realizzare primariamente la non subordinazione gerarchica):
I. contratto individuale con scomparsa del contratto collettivo;
II. mancata tutela dall’art. 18 dello statuto dei lavoratori;
III. ampliamento del concetto di responsabilità: non più solo professionale propria ma anche dirigenziale (mancata vigilanza e preordinazione);
IV. perdita dello ius ad ufficium (diritto a mantenere le funzioni da attribuirsi, invece, come previsto dalla norma, con il criterio della rotazione degli incarichi e con la possibilità di attribuzioni di incarichi in peius);
V. persistenza all’obbligazione dell’obiettivo aziendale;

VI. correlazione obiettivo/emolumenti

entrambi con il rischio di limitare l’autonomia professionale e con l’attribuzione di compiti di gestione economica non confacenti propriamente al ruolo medico.

Alle critiche sulla privatizzazione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego conseguente all’applicazione del dlgs 29/93 e di quello 80/98 (reo a nostro giudizio di un’impostazione che non tiene conto dell’elevata specializzazione che la nostra professione richiede e che non può consentire perdite di professionalità o mancanza di continuità in pregiudizio della mera attribuzioni di ruoli dirigenziali, a volta anche non propri), anche l’impostazione aziendalistica ci trova perplessi per il fatto che il modello dell’azienda speciale può trovare convincente applicazione solo per le attività in cui sia dominante il profilo economico/produttivo e non già per quelle che rendono prestazioni assistenziali dato che la salute non è un bene di consumo, per cui non può trovare giustificazione che una quota parte dei possibili fruitori del prodotto non ne sia afferente per l’alto costo dello stesso.

b) Medicina Generale


Si è confermato il conflitto esistente tra medico di fiducia del paziente e fiduciario del sistema: il ruolo di gatekeeper, che il sistema richiede, e l’applicazione di quanto alla convenzione può configgere non solo con il ruolo di medico di fiducia ma anche con l’applicazione delle norme di cui al codice deontologico.

Si è ribadita l’utilità che il MMG resti un libero-professionista poiché ciò garantisce, anche alla luce dei vincoli cui soggiace la dipendenza ospedaliera, una maggiore libertà culturale e professionale che la subordinazione rischierebbe di affievolire, ricordando anche quanto a una recente sentenza della Cassazione e decisione del Tar Piemonte
c) Aspetti legali
Le figure mediche, siano esse ospedaliere che agenti in convenzione, soggiacciono a nuove responsabilità, aggiuntive a quelle professionali note sia in sede civile che penale, che possono distinguersi in:
Di particolare interesse è l’attribuzione di responsabilità al medico, quale medico di fiducia (indipendentemente se ospedaliero o MMG) nell’indicare l’idoneità delle
strutture (con il che si configurano ulteriori conflitti tra gli obblighi dirigenziali e quelli fiduciari per entrambe le professionalità)
Discussione al panel:



Si rileva una tendenza del sistema a forzare verso rapporti di dipendenza per la MG e, al contrario, a introdurre una maggior flessibilità per la dipendenza
In tema di conflittualità di attribuzioni e competenze è stato fatto rilevare come tutti gli ambiti professionali soggiacciano a conflitti: 

» il ruolo di dirigente ospedaliero obbliga il medico al perseguimento dell’obiettivo aziendale (rappresentato sempre in termini di economia di risorse realizzate) giungendo non solo alla correlazione tra obiettivo ed emolumenti ma anche alla possibilità di recesso dall’incarico assegnato in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo;

» il ruolo di gatekeeper contrasta con gli aspetti di medico di fiducia;

» anche gli organismi di rappresentanza non sono esenti da conflittualità: la posizione di rappresentante dell’Ordine e rappresentante sindacale, pur investendo ambiti e compiti diversi, vengono oggi a trovarsi inconciliabilmente unificate nella figura del rappresentante che è eletto nell’Ordine ma in virtù dell’appartenenza sindacale. 


Gli intervenuti, anche di parte sindacale, hanno condiviso l’impostazione da sempre espressa da Libertà Medica sulla necessità di:

» soppressione delle penalizzazioni economiche, derivanti dalla scelta operata per l’extramoenia, ristabilendo il principio della pari retribuzione a parità d’impegno prestato (in questo senso si è potuta registrare con soddisfazione la condivisione, sia da parte della Cimo che dell’Anaao, del ritorno alla differenziazione tra tempo pieno e tempo definito);

» valorizzazione dei compiti professionali del MMG;

» necessità di superamento dell’attuale autoritarismo burocratico cui soggiacciono le aziende;

» necessità di identificazione e certezze del finanziamento per consentire sia l’efficienza del SSN che gli impegni contrattualmente assunti sia le nuove attribuzioni;

» riaffermazione di un forte ruolo ordinistico, con compiti propri di tutela professionale, necessariamente diversi da quelli sindacali, in tutti gli aspetti che coinvolgono la professione;

» improrogabilità di un superamento delle divisioni sindacali che consenta un’unità di intenti a salvaguardia dell’attività lavorativa e della dignità, anche economica, della professione medica.


La proposta di Libertà Medica

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