da "la Nazione", Mercoledì 16 gennaio 2002


«Rimborsi tagliati
Colpo alla sanità»


BOLOGNA — Un «fulmine a ciel sereno», che ha «abolito uno strumento utile al cittadino, che permetteva allo stato di risparmiare sulla spesa sanitaria e che riduceva le liste d'attesa». Gli ospedali privati dell'Emilia-Romagna puntano i piedi contro la soppressione dell'assistenza indiretta decisa dal governo, quel meccanismo, cioè, per il quale ci si poteva curare in una struttura privata non accreditata e ottenere comunque un rimborso pari al 50% del costo dell'intervento.

L'ultima finanziaria ha cancellato questa possibilità, in Emilia- Romagna fruibile in quattro case di cura, tutte di Bologna e in alcuni reparti di altre cliniche della regione e questo «per il cittadino rappresenta una limitazione alla libera scelta del luogo di cura». A dirlo sono Lorenzo Orta, presidente regionale dell'Associazione degli ospedali privati (Aiop), e il suo vice, Maurizio Cevenini, che sovrintende alle vicende delle strutture non accreditate. è stata una «scelta sbagliata», dicono, e l'Aiop non starà a guardare. In Emilia-Romagna l'impatto della novità non dovrebbe avere effetti dirompenti sull'equilibrio tra ospedali pubblici e privati accreditati al servizio sanitario nazionale, «ciononostante riteniamo- affermano Orta e Cevenini- che se nei prossimi mesi non verrà rivista questa forma di rimborso assisteremo a un aumento delle liste d'attesa, con la conseguente insoddisfazione dei cittadini anche in questa regione». Il timore, però, è anche quello di assistere a un calo della clientela. Fatto sta che l'Aiop promette iniziative sulle forze politiche e spera in una «reazione dei cittadini, che perdono un loro diritto fondamentale».

In altre regioni italiane sono partiti ricorsi contro l'incostituzionalità della decisione contenuta nella manovra economica del governo. «E' un duro colpo per la nostra presenza in città», sottolinea Cevenini, che fa riferimento alle strutture di Villalba, Villa Maria, Villa Regina e Madre Fortunata Toniolo, oltre che per una serie di reparti non accreditati a Villa Maria Cecilia (Lugo), Villa Torri (Bologna), Hesperia Hospital (Modena). Tanto che all'Aiop non si esclude la possibilità di riaprire la discussione con la regione sulle quote di attività sanitaria e sui finanziamenti ricevuti, nonostante il contratto con la Regione sia stato appena chiuso.

Con la decisione della finanziaria «si sono create delle grosse difficoltà di rapporto con i cittadini. Sono molti- assicura Cevenini- i pazienti che avevano intenzione di fare ricorso all'assistenza indiretta e invece non potranno farlo.

Ma le difficolta restano, non è facile fare capire alla gente cosa sta succedendo». In ogni caso, la regione assicura che chi aveva fatto richiesta di assistenza indiretta entro il 2001 avrà comunque il rimborso. La speranza dell'Aiop, comunque, è quella che gli utenti «scrivano, si muovano, costituiscano dei comitati».


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