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IGIENE E SANITA' (12ª)
MERCOLEDI' 1° OTTOBRE 2003
165ª Seduta (antimeridiana)
Presidenza del Presidente
TOMASSINI
La seduta inizia alle ore 8,35.
IN SEDE REFERENTE
(397) ALBERTI CASELLATI ed altri. - Abrogazione del comma 4 dell'articolo
15-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, inerente
l'irreversibilità della scelta del medico in ordine all'esclusività del rapporto
di lavoro
(1310) LIGUORI ed altri. - Modifica dell'articolo 15-quater del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, inerente l'irreversibilità della
scelta del medico in ordine all'esclusività del rapporto di lavoro
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 30 settembre 2003, con la
trattazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 397.
Il presidente TOMASSINI, in risposta al senatore Mascioni, che aveva lamentato
l'assenza del Governo, comunica alla Commissione che il sottosegretario alla
salute Cursi non è presente alla seduta della Commissione perché impegnato in
funzioni di informazione pubblica sulla politica del dicastero, in una
trasmissione televisiva della RAI.
Il senatore CARELLA (Verdi-U) riconosce che in passato la Commissione ha
spesso svolto i propri lavori anche in assenza del rappresentante del Governo,
ma ritiene che tale presenza sia resa necessaria dalla rilevanza politica del
disegno di legge in esame, per cui considera necessario rinviare il seguito
dell'esame.
Il senatore SANZARELLO (FI), pur nel rispetto delle posizioni
dell'opposizione, ritiene che la Commissione debba proseguire i propri lavori,
in quanto in questa fase la presenza del rappresentante del Governo non è
necessaria, ai sensi del Regolamento.
La senatrice BOLDI (LP), considerato che il Regolamento non impone la
presenza di un rappresentante del Governo, si esprime a favore della
prosecuzione dei lavori.
Il senatore TATO' (AN) ritiene che il disegno di legge in esame sia stato
già sufficientemente dibattuto e osserva che il sottosegretario Cursi ha già
espresso in Commissione il parere del Governo sugli emendamenti, perciò
considera doveroso continuare l'esame nella seduta odierna.
Il senatore SALZANO (Aut) interviene brevemente sollecitando la
prosecuzione dell'esame dei provvedimenti in titolo.
Il senatore FASOLINO (FI) biasima l'atteggiamento ostruzionistico
dell'opposizione, ritenendolo sterile e privo di precedenti di analoga portata.
Si appella quindi al loro senso di responsabilità e rileva che il
sottosegretario Cursi è, tra gli esponenti del Governo, uno dei più presenti ai
lavori parlamentari.
Il senatore LIGUORI (Mar-DL-U) osserva che l'ostruzionismo
dell'opposizione è motivato dall'atteggiamento della maggioranza e del Governo.
Rileva che il disposto del comma 4 dell'articolo 15-quater del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, poteva essere rivisto in forza di una
disposizione migliorativa, mentre l'attuale maggioranza insiste nel proporre una
riforma che giudica negativamente. Considera pertanto importante la presenza del
rappresentante del Governo in Commissione, auspicando la possibilità che il
Governo stesso possa rivedere la propria posizione in favore di una soluzione
maggiormente equilibrata.
Il senatore MASCIONI (DS-U) ritiene indispensabile la presenza del
Governo nel momento in cui la Commissione esamina un disegno di legge destinato
ad essere oggetto di discussione da parte della Conferenza Stato-Regioni. Fa
quindi presente che l'atteggiamento ostruzionistico assunto dall'opposizione è
dovuto alla volontà di difendere la stabilità della sanità pubblica.
Il senatore LONGHI (DS-U) osserva essere paradossale il fatto che sia
l'opposizione, a differenza della maggioranza, ad attribuire importanza alla
presenza del Governo ai lavori della Commissione.
Il presidente TOMASSINI, pur riconoscendo la rilevanza della presenza del
Governo in fase di votazione degli emendamenti, ricorda che su questi il Governo
ha già espresso il proprio parere. Raccogliendo le osservazioni della
maggioranza dei componenti la Commissione, ritiene pertanto che si debba
procedere con la votazione degli emendamenti.
Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.5.
Il senatore MASCIONI (DS-U) interviene per dichiarazione di voto
favorevole, ritenendo politicamente discutibile l'iniziativa di abolire
l'irreversibilità della scelta del dirigente sanitario a causa della sua
pericolosità per la tenuta del sistema della sanità pubblica. Considera
inopportuno dedicare il tempo e le energie della Commissione ad una riforma
voluta per accontentare poche centinaia di medici, quando il Governo ha già
fatto sapere di volere rinviare di un anno il rinnovo del contratto di più di
seicentomila addetti alla sanità, scaduto già da due anni. Difficile da
sostenere è inoltre, a fronte dei nuovi sacrifici che la prossima manovra
finanziaria imporrà alla collettività, una riforma tale da minare conquiste
quali il raggiunto equilibrio nella dirigenza sanitaria e la moralizzazione
dell'intero sistema.
Intervenendo per dichiarazione di voto contrario, la senatrice BOLDI (LP)
ritiene che le alte percentuali di adesione al rapporto esclusivo includano una
grande maggioranza di medici che non si dedicavano alla libera professione e
hanno quindi trovato vantaggioso rimanere al di fuori della competizione del
mercato, assicurandosi l'aumento retributivo loro garantito.
Intervenendo in dissenso dal gruppo, il senatore LONGHI (DS-U) ribatte
che pochi erano i medici ospedalieri i quali non svolgevano la libera
professione. Esprime quindi le proprie critiche riguardo al disegno di legge in
esame, ritenendo che esso sia stato concepito esclusivamente al fine di
accontentare alcuni baroni della medicina. Annuncia quindi la propria intenzione
di non partecipare al voto.
Il senatore CARELLA (Verdi-U) interviene per dichiarazione di voto
favorevole, osservando che il Sistema sanitario nazionale deve essere modellato
in funzione dell'esigenza di garantire il migliore servizio, anziché allo scopo
di assecondare le aspettative dei medici, i quali compiono scelte professionali
molto differenti le une dalle altre in base a ragioni del tutto soggettive, per
cui molti di coloro che hanno optato per l'esclusività erano intenzionati a dare
un apporto costruttivo alla sanità pubblica, senza essere spinti a tale scelta
dal timore di dover competere nel mercato. Nega che l'evoluzione legislativa
degli ultimi decenni in materia sanitaria sia stata ispirata da volontà punitiva
nei confronti dei medici, trovando le proprie ragioni, piuttosto nell'esigenza
di organizzare meglio il servizio. Rileva che nel sistema attuale alle aziende
sanitarie siano richieste caratteristiche di competitività e di flessibilità.
Quest'ultima è però praticabile, sul piano professionale, a tutti i livelli, ad
eccezione dei dirigenti sanitari, i quali costituiscono figure indispensabili al
buon funzionamento delle aziende sanitarie.
Verificata la presenza del numero legale, l'emendamento 1.5 è posto ai voti e
risulta respinto.
Il presidente TOMASSINI prende la parola riconoscendo il diritto
dell'opposizione a ricorrere a uno strumento di democrazia come l'ostruzionismo
ed osserva che è ancora possibile raggiuntere le opportune intese in seno alla
Commissione al fine di trovare una soluzione mediata dei contenuti dei due
disegni di legge in titolo. Rileva quindi, sulla base di dati del Governo,
l'esistenza di oneri finanziari eccessivi dovuti all'attività intramuraria dei
medici e osserva che la libera professione, svolta al di fuori dell'orario di
lavoro presso le strutture pubbliche, non sottrae tempo all'attività svolta
presso le stesse. Non è pertanto in discussione l'organizzazione del Servizio
sanitario, ma piuttosto una questione di principio su cui maggioranza e
opposizione devono confrontarsi.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,30. |
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