|
IGIENE E SANITA' (12ª)
MARTEDI' 30 SETTEMBRE 2003
164ª Seduta
Presidenza del Presidente
TOMASSINI
Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Cursi.
La seduta inizia alle ore 14,40
IN SEDE REFERENTE
(397) ALBERTI CASELLATI ed altri. - Abrogazione del comma 4 dell'articolo
15-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, inerente
l'irreversibilità della scelta del medico in ordine all'esclusività del rapporto
di lavoro
(1310) LIGUORI ed altri. - Modifica dell'articolo 15-quater del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, inerente l'irreversibilità della
scelta del medico in ordine all'esclusività del rapporto di lavoro
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta pomeridiana del 24 settembre
2003, con la trattazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 397.
Il senatore MASCIONI (DS-U) interviene rilevando che il disegno di legge
n. 397 implica oneri finanziari, per cui si pone la necessità del parere della 5a
Commissione. La Commissione dovrebbe pertanto segnalare tale questione alla
Presidenza del Senato.
Il presidente TOMASSINI replica osservando che la Commissione è pienamente
legittimata a proseguire l'esame del disegno di legge citato, in assenza del
parere della Commissione Bilancio, perché così disposto dal Presidente del
Senato all'atto dell'assegnazione.
Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.1.
In sede di dichiarazione di voto favorevole a nome del gruppo, il senatore
MASCIONI (DS-U) si sofferma sull'intenzione, manifestata dalla Regione
Lazio e diffusa dalla stampa, di modificare la normativa vigente riguardante
l'irreversibilità del rapporto di lavoro dei medici pubblici. A tale proposito,
osserva che la Regione Lazio non può legittimamente occuparsi di una materia
rientrante nella competenza del Parlamento e del Governo; considera quindi
opportuno che il Governo esprima una posizione in merito. Di fronte ai gravi
problemi che affliggono attualmente la Sanità italiana, giudica inopportuno che
venga concessa la priorità ad una questione – quella concernentel'irreversibilità
– che riguarda solo poche centinaia di dirigenti e rammenta, a tale proposito,
che la percentuale dei dirigenti medici che hanno optato per l'esclusività del
rapporto di lavoro con le aziende sanitarie pubbliche è al di sotto del 90 per
cento soltanto in poche Regioni. Esprime pertanto intenzione di voto favorevole
a nome del gruppo Democratici di Sinistra-L'Ulivo.
Il senatore LONGHI (DS-U) interviene per dichiarazione di voto in
dissenso dal gruppo. Considera la normativa vigente relativa al rapporto di
lavoro dei medici una soluzione fin troppo moderata, come dimostrato dal
consenso tributato nei suoi confronti dagli stessi dirigenti medici. Riconosce
tuttavia che la cosiddetta riforma Bindi ha limitato il precedente malcostume e
ritiene che il disegno di legge n. 397 sia tale da costituire un pericolo per la
sanità pubblica e costituisca esclusivamente una misura palesemente finalizzata
a favorire la categoria medica. Conclude annunciando che non prenderà parte alla
votazione.
Il senatore TATO' (AN) ritiene che l'alto tasso di preferenza per
l'attività intramuraria sia il portato di condizioni costrittive imposte ai
medici. Ribadisce il proprio apprezzamento nei confronti del disegno di legge n.
397 perché basato sul principio della libertà individuale e sul rispetto della
professionalità del medico, il quale non può essere vincolato, nel compiere le
proprie scelte, ai tempi, talvolta oltremodo dilatati, dell'approvazione dei
piani sanitari regionali e delle nomine dei direttori generali delle aziende.
Verificata la presenza del numero legale, l'emendamento 1.1 viene posto in
votazione e risulta respinto.
Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.2.
Il senatore CARELLA (Verdi-U) interviene per dichiarazione di voto
favorevole, considerando infondato il riferimento all'articolo 4 della
Costituzione contenuto nella relazione al disegno di legge n. 397. Ritiene
irragionevole considerare lesivo della dignità personale e professionale dei
medici un assetto normativo assimilabile a quello riguardante la totalità dei
lavoratori dipendenti pubblici, soggiungendo che la stessa condizione di
dipendenti pubblici dei dirigenti medici è frutto di una libera scelta. Osserva
quindi che il disegno di legge n. 397 pone problemi di bilancio e, riconoscendo
la natura ostruzionistica degli emendamenti presentati dall'opposizione,
sostiene che la Commissione avrebbe meglio fatto a recepire gli spunti contenuti
nel disegno di legge n. 1310, così da giungere ad una soluzione mediata.
Il senatore MASCIONI (DS-U) interviene per dichiarazione di voto
favorevole a nome del gruppo. Nel replicare al senatore Tatò osserva che
l'attuale normativa non è scaturita da un'imposizione, bensì da un confronto con
i sindacati durato mesi. Ritiene che i dirigenti medici, in virtù degli ampi
poteri loro attribuiti, debbano essere posti interamente al servizio della
propria azienda sanitaria, mentre il disegno di legge n. 397 è tale da
consentire, in linea teorica, a tutti i medici di abbandonare il servizio
pubblico; in tal modo, a suo parere, la conseguenza non può che essere la
scomparsa di quelle certezze di cui l'organizzazione del Servizio sanitario
nazionale ha bisogno.
Il senatore TATO' (AN) replica agli interventi precedenti osservando che
l'introduzione dell'esclusività del rapporto di lavoro con la struttura pubblica
ha intaccato diritti acquisiti, così che non può essere accettabile il paragone
tra lo status dei medici e quello di altre categorie.
Per dichiarazione di voto favorevole prende la parola la senatrice BAIO DOSSI
(Mar-DL-U), la quale sottolinea l'importanza delle risorse umane quali
fondamenta del Servizio sanitario nazionale. Ritiene che, ormai adottato il
criterio dell'aziendalizzazione quale modello organizzativo delle strutture
sanitarie pubbliche, assieme all'accettazione di regole mutuate dal libero
mercato, sia inopportuno e scorretto consentire ai dirigenti medici delle
strutture pubbliche di prestare la propria opera in strutture private in
competizione con quelle pubbliche di cui sono essi stessi, in primo luogo,
dipendenti. Lamenta quindi la chiusura della maggioranza nei confronti del
disegno di legge.
Il senatore LONGHI (DS-U) interviene per dichiarazione di voto in
dissenso dal proprio gruppo, annunciando che non parteciperà alla votazione.
Ritiene opportuno che la senatrice Alberti Casellati intervenga in Commissione
onde partecipare alla discussione riguardante il disegno di legge da lei
presentato e pone il problema della concorrenza sleale, la quale potrebbe
verificarsi in forza della possibilità a favore dei medici di prestare la
propria opera sia in strutture pubbliche che in strutture private.
Posto ai voti, l'emendamento 1.2 risulta respinto.
Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.3.
Il senatore DI GIROLAMO (DS-U) interviene per dichiarazione di voto
favorevole a nome del gruppo. Sottolinea che di fronte a emergenze anche
recenti, quali la SARS e il pericolo rappresentato per gli anziani dalle
eccessive temperature, il sistema sanitario pubblico ha dimostrato di reagire
con un'efficienza superiore a quella di sistemi a base privatistica,
assicurativa o mista. Di tale efficienza ritiene che l'esclusività del rapporto
di lavoro del medico sia un elemento basilare, in quanto consente la
programmazione e l'organizzazione del lavoro delle aziende sanitarie. Osserva,
inoltre, che difficilmente le aziende private consentirebbero ai propri
dirigenti di prestare la propria opera anche a favore delle imprese concorrenti.
Il senatore CARELLA (Verdi-U) interviene per dichiarazione di voto
favorevole, osservando che la possibilità riconosciuta ai medici di lavorare
presso strutture differenti nacque storicamente in un periodo in cui tale
soluzione era resa indispensabile dall'esiguità del numero dei medici.
Il senatore LONGHI (DS-U) interviene per dichiarazione di voto in
dissenso dal proprio Gruppo, preannunciando la propria astensione. Ritiene che
il Senato abbia il dovere di agevolare la programmazione dell'attività delle
aziende sanitarie, mentre il disegno di legge n. 397 è tale da negare le
necessarie certezze ai responsabili dell'organizzazione ed a stimolare
rivendicazioni da parte di altre categorie professionali del settore sanitario,
le quali potrebbero essere indotte a rivendicare una libertà analoga a quella
riconosciuta ai medici.
L'emendamento 1.3 viene posto ai voti e risulta respinto.
Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.4.
Il senatore CARELLA (Verdi-U) esprime le proprie intenzioni di ritirare
l'emendamento 1.4, in quanto non contenente la dizione "dirigenti sanitari",
necessaria ad evitare qualsiasi ambiguità.
Il senatore MASCIONI (DS-U) interviene comunicando l'intenzione di
mantenere l'emendamento 1.4. Sottolinea l'importanza della continuità nella
gestione delle aziende sanitarie e del pieno assorbimento a favore di esse delle
energie messe a disposizione dai dirigenti medici. Ritiene che non si possano
nutrire nostalgie nei confronti dell'epoca delle mutue, quando vi erano
discriminazioni su base sociale nell'assistenza sanitaria prestata ai cittadini
e rinnova le proprie critiche verso il disegno di legge n. 397, ritenendo che
questo contraddica il modello aziendale caratterizzante le moderne strutture
sanitarie pubbliche.
Posto ai voti l'emendamento 1.4 risulta respinto.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.
EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N. 397
Art. 1.1.1
Mascioni, Carella, Bettoni Brandani, Di Girolamo, Longhi,
Tonini
Sostituire il comma 1, con il seguente:
«1. Il comma 4 dell'articolo 15-quater del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, è sostituito
dal seguente:
"4. I dirigenti con rapporto di lavoro esclusivo delle regioni a statuto
ordinario e delle province autonome, possono chiedere il passaggio al rapporto
di lavoro non esclusivo perdendo in misura pari ai 4/5, i benefici economici di
cui al comma 5 del presente articolo, fermo restando quanto previsto dagli
articoli 10, 11 e 42 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'8 giugno
2000"».
1.2
Carella, Mascioni, Bettoni Brandani, Di Girolamo, Longhi,
Tonini
Sostituire il comma 1, con il seguente:
«1. Il comma 4 dell'articolo 15-quater del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, è sostituito
dal seguente:
"4. I dirigenti con rapporto di lavoro esclusivo delle regioni a statuto
speciale possono chiedere il passaggio al rapporto di lavoro non esclusivo
perdendo in misura pari ai 4/5, i benefici economici di cui al comma 5 del
presente articolo, fermo restando quanto previsto dagli articoli 10, 11 e 42 del
Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'8 giugno 2000"».
1.3
Mascioni, Carella, Bettoni Brandani, Di Girolamo, Longhi,
Tonini
Sostituire il comma 1, con il seguente:
«1. Il comma 4 dell'articolo 15-quater del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, è sostituito
dal seguente:
"4. I dirigenti sanitari, con rapporto di lavoro esclusivo a tempo indeterminato
o a tempo determinato non possono chiedere il passaggio al rapporto di lavoro
non esclusivo"».
1.4
Carella, Mascioni, Bettoni Brandani, Di Girolamo, Longhi,
Tonini
Sostituire il comma 1, con il seguente:
«1. Il comma 4 dell'articolo 15-quater del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, è sostituito
dal seguente:
"4. Il dirigente con rapporto di lavoro esclusivo non può chiedere il passaggio
al rapporto di lavoro non esclusivo, ai sensi delle norme vigenti"».
|
|