Il testo del comunicato della Feder-Uni Medicina


La Federazione dei Docenti Universitari di Medicina

(Feder-Uni Medicina) a nome di 10.000 Docenti di area clinica critica in modo deciso le dichiarazioni non veritiere rilasciate ultimamente dal Ministro Bindi e si contrappone all' atteggiamento ricattatorio e di sfida che il Ministro della Sanitā ha assunto non appena appresa la notizia dell'ordinanza del TAR Lazio che concedeva la sospensiva dei termini per l'opzione per l'attivitā libero-professionale intra-extramuraria.

Il Ministro Bindi č in mala fede quando cerca di limitare l'azione critica e di opposizione esercitata dai Docenti universitari di area clinica e dalle relative associazioni al solo problema dell'attivitā libero-professionale intra-extramuraria. Tutti i ricorsi, presentati in questi ultimi giorni da circa 2000 Docenti appartenenti a 25 sedi universitarie italiane, contengono, accanto alla richiesta di sospensiva dei termini per l'opzione intra-extramuraria, elementi di valutazione giuridica di illegittimitā, d'incostituzionalitā e di abuso di potere in settori non di competenza del Ministero della Sanitā, che saranno valutati nel merito dal TAR entro luglio 2000.

Il Ministro Bindi invece di prendere atto di questa massiva contrapposizione, anche dal punto di vista giurisdizionale, al "suo" Decreto(517/99) e di considerare che difficilmente riforme sostanziali possono essere operative senza il consenso, anche parziale, degli interessati, ha inondato i mezzi di comunicazione con dichiarazioni non veritiere e false, che screditano il profilo dei docenti universitari di area clinica, attribuendo loro la volontā di lavorare in regime privatistico "in case di cura dove non ā possibile svolgere attivitā didattica e di ricerca".

Il Ministro della Sanitā conosce benissimo che il principale ostacolo al fatto che i Docenti non abbiano potuto fare l'opzione č rappresentato dalla mancanza di strutture pubbliche idonee a svolgere,in modo appena decoroso, un'attivitā libero-professionale intramuraria e dall'incertezza che ne deriva [ strutture che tra l'altro dovevano essere predisposte fin dal 1992 (D.L. 502)]. Per quanto riguarda le case di cura alcune aziende ospedaliere hanno creato convenzioni con le case di cura per permettervi l'espletamento dell'attivitā libero-professionale in regime di ricovero ai medici ospedalieri e universitari.

Il Ministro Bindi, figura emblematica della sinistra italiana, dovrebbe avere ben presente che l'esperienza, la competenza, e la cultura che i Docenti universitari hanno acquisito in anni di studio, di lavoro e di sacrifici devono essere considerate come elemento sociale, in uno spirito di servizio per la collettivitā, che puo' essere applicato ovunque e in modo non condizionato in base ad una struttura pubblica o privata.

Il Ministro Bindi ha continuato a fare dichiarazioni che noi riteniamo ricattatorie ed intimidatorie, come quella di minacciare la sospensione delle convenzioni con le Universitā (Facoltā di Medicina) qualora non si creassero condizioni per il lavoro esclusivo (intramurario). Oltre ai rilievi d'incostituzionalitā e d'illegittimitā al "suo" Decreto, con queste dichiarazioni, il Ministro ci permette di sospettare che non abbia sufficiente fiducia nei mezzi giuridici messi a disposizione dalla Costituzione italiana, come il ricorso al Consiglio di Stato, e voglia ricorrere a mezzi d'intimidazione e di ricatto, scordandosi forse che, nonostante tutto, lo stato di diritto caratterizza ancora la nazione italiana.

Pur nel rispetto della carica e figura istituzionale dell'On. Rosy Bindi, la Feder-Uni Medicina č decisa ad esercitare una forte e globale azione di opinione contro la politica di sostegno all'azione "bindiana" , utilizzando tutti i mezzi a disposizione. In questo particolare momento ritiene di utilizzare quell'arma che, in regime democratico, č concessa a tutti ed in modo particolare ad una categoria di Docenti, non considerata nā ascoltata, cioe' quella del voto.

Prof.Clemente Crisci

(Feder-Uni medicina)


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