Il testo approvato nella riunione del 10 Novembre 1999 dalla FEDERCHIR.


"Premesso che i chirurghi italiani richiedono pressantemente di poter svolgere la propria attività pubblica in strutture efficienti ed adeguate, la Federchir, Federazione Italiana delle Società Scientifiche Chirurgiche, espressione di trentacinquemila specialisti operanti nelle Università, negli Ospedali e nelle Strutture Private, nella riunione congiunta dei Consigli Direttivi svoltasi il 10/11/1999 in Roma

PRESO ATTO

dello stato di attuazione del Decreto D'Alema-Bindi 229/1999; del protocollo di intesa Governo-Sindacati del 13/10/99 che ha modificato alcuni degli indirizzi del Decreto; dello stato attuale del testo del rinnovo del Contratto di Lavoro dei Medici Ospedalieri; delle proposte di legge dello stato giuridico del personale universitario; dell'accreditamento delle strutture private per il SSN

CONFERMA

lo stato di agitazione proclamato il 13/10/99 all'atto della revoca dello sciopero indetto dalle OO.SS.

PROSPETTA

i seguenti punti che ritiene indispensabili al corretto funzionamento del SSN, al mantenimento dei suoi livelli di eccellenza e alla leggittima gratificazione degli operatori soprattutto di quelli impegnati nelle specialità chirurgiche per ciò che concerne la libera professione e il rapporto di esclusiva;

  1. Faccia il governo rispettare le indicazioni ministeriali a suo tempo impartite ai Direttori Generali per l'attuazione delle strutture utili all'esercizio della libera professione intramoenia.Si rileva che pressocchè nulla è stato fatto nei trascorsi due anni;
  2. Sia consentita la professione intramoenia nella logica del medico per l'ospedale e non del medico nell'ospedale fino alla realizzazione delle strutture intraospedaliere. Ciò al fine di consentire a ciascuno specialista l'esercizio della professione negli ambienti e secondo le abitudini della propria usuale pratica. Ciò ovviamente con l'utilizzazione di un fatturario aziendale mediante impegno semplice tra Case di Cura private e amministrazioni ospedaliere e universitarie, ovviamente secondo norme da inserire nell'atto di indirizzo ministeriale;
  3. Siano attivate le norme regionali integrative dell'atto di indirizzo ministeriale sulla libera professione al fine di realizzare condizioni consone ai diversi profili sanitari, economici ed organizzativi delle diverse realtà italiane;
  4. Venga introdotta la reversibilità delle scelte per coloro che a scadenza o interruzione di contratto finissero col trovarsi in posizioni funzionali diverse e subalterne rispetto a quelle contrattuali che avevano determinato la scelta;
  5. Si rinvii la verifica delle posizioni dirigenziali ospedaliere a dopo la firma del Contratto Nazionale di Lavoro dei Medici Ospedalieri e in base a norme e criteri in esso contenuti. Con l'impegno che tale atto di verifica avvenga non in maniera retroattiva ma dopo un giusto tempo nel quale ciascun dirigente dovrà attuare assegnati obiettivi assistenziali:
  6. Si individui e si riconosca una specifica area chirurgica correlata alla classificazione della legge 484/98 con il quale venga riconosciuto alla chirurgia il ruolo fondamentale nella vita degli ospedali e del SSN e conseguentemente assumano un precipuo valore il rischio professionale, la responsabilità professionale, l'impegno professionale in elezione e in urgenza, il lungo periodo della fase foramtiva e di quant'altro caratterizza una professione impegantiva ed usurante

AUSPICA

che sui sovraesposti punti la Federchir possa aprire la trattativa con il Ministero, le Regioni, il Governo, le OO.SS. nella logica di un rapporto dialettico produttivo che eviti prove di forza e iniziative presso la pubblica opinione

RIMANDA

all'esito della trattativa ogni decisione sul vigente stato di agitazione, sul referendum presso i propri associati sulle norme in oggetto, sul ricorso alla via giudiziaria per il rispetto dei leggittimi diritti.

Approvato all'unanimità


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