ANDI (15241 byte)

Associazione Nazionale Dentisti Italiani


Congresso Politico

Roma 2 Ottobre 1999

Documento della IV° Commissione approvato all’unanimità dal Congresso


STRATEGIE DELLA PROFESSIONE
ALLA LUCE DEI NUOVI INDIRIZZI NORMATIVI

La riforma sanitaria ter è l’atto finale di una politica tendente a portare un attacco decisivo alle Libere Professioni.

Il tentativo di abolire gli Ordini Professionali; l’intenzione di snaturare la professione con l’introduzione dell’istituto del regime societario; la recente normativa sulla pubblicità sanitaria e da ultimo, la legge di sanatoria dei ricorrenti sono tutti atti di una medesima strategia tendente a cancellare le Libere Professioni.

L’ANDI ritiene che la Libera Professione sia l’unica modalità di praticare l’odontoiatria che garantisce al meglio la tutela della salute della popolazione, la qualità e l’economicità delle prestazioni, la libera concorrenza e la diffusione sul territorio del servizio. In quest’ottica come associazione di categoria che rappresenta 14000 Liberi Professionisti, al fine di garantire il mantenimento di questi principi, riteniamo imprescindibile:

  1. Il mantenimento degli Ordini Professionali;
  2. L’autonomia Previdenziale;
  3. Il ritenere l’esercizio professionale in forma societaria un’ eccezione;
  4. L’esclusione di qualunque forma di assistenza diretta in campo odontoiatrico;
  5. Porre la sanità privata e pubblica sullo stesso piano dal punto di vista normativo e fiscale.

Le società tra professionisti, debbono rappresentare una modalità eccezionale di esercizio della libera Professione. Tuttavia possono costituire un modo conveniente di organizzazione professionale, soprattutto la dove esista un’aggregazione tra più professionisti per l’ottimizzazione delle risorse tecnico –strumentali ed economiche, da mettere in comune per l’esercizio della professione.

Devono essere fatti salvi alcuni principi per evitare di snaturare le professioni liberali riducendole ad attività di impresa:

Dovrà essere contemplata la possibilità per i Liberi Professionisti di consorziarsi a livello locale, nazionale ed internazionale.

Ribadendo il nostro giudizio negativo sullo spirito e sull’impianto generale della riforma sanitaria ter, è nostro compito delineare una strategia sindacale che ottemperi alle esigenze di difesa dell’indipendenza della libera professione sia nei principi che nel concreto.

La nostra azione deve improntarsi su un doppio livello:

  1. L’obbiettivo prioritario è quello di combattere e contrastare in ogni occasione e con ogni mezzo legale e politico la legge di riforma del SSN con lo scopo di ottenerne l’abrogazione e contemporaneamente elaborare e promuovere un modello ANDI dell’assistenza odontoiatrica in Italia;
  2. Nel frattempo, poiché la legge di riforma del SSN è una legge dello Stato e come tale seguirà il suo iter a prescindere dalla nostra opposizione, ci sentiamo obbligati a partecipare alla elaborazione ed alla gestione centrale e periferica degli atti di definizione della legge di riforma con l’obbiettivo di:

Per consentire di superare le logiche del Decreto di riforma del SSN e disegnare un modello alternativo di assistenza odontoiatrica dobbiamo:

  1. Promuovere tutte quelle azioni in campo nazionale ed internazionale che possono portare ad una abrogazione della legge.
  2. Il congresso politico propone l’istituzione entro tre mesi di una commissione ad hoc, con un budget che garantisca una completa autonomia operativa che produca il nostro progetto di assistenza odontoiatrica. Il congresso demanda al Consiglio di Presidenza la normazione della commissione.
  3. Contemporaneamente un’azione pubblicistica dovrà porre all’attenzione dell’opinione pubblica e del potere politico l’economicità e la qualità delle prestazioni odontoiatriche fornite in regime convenzionato con il SSN, oltre che ricercare consenso sul progetto.

Poiché nella legge di riforma del SSN sono state indicate delle linee di indirizzo finalizzate alla lenta agonia della libera professione, ma non sono state ancora definite le regole attuative non possiamo esimerci dalla trattativa in corso.

Pertanto nell’immediato dobbiamo vigilare ed essere parte attiva durante la stesura dell’atto di coordinamento e di indirizzo e dei conseguenti regolamenti regionali. In questa fase l’ANDI deve confermarsi quale unico interlocutore dell’area odontoiatrica per le norme autorizzative che devono comunque prevedere unicamente i requisiti minimi igienico sanitari. E’ fondamentale che ottengano l’autorizzazione, sulla base dei requisiti minimi, solo gli studi professionali degli esercenti l’odontoiatria.

Nel contempo deve essere ribadita la posizione ottenuta durante la trattativa ministeriale per la quale l’accreditamento dei liberi professionisti è cosa diversa rispetto all’accreditamento delle strutture. Infatti, l’accreditamento dei professionisti dovrà essere rilasciato unicamente sulla base dei titoli di studi, dell’esperienza professionale acquisita e del credito formativo e dell’esercizio esclusivo della professione.

Nella malaugurata ipotesi che i fondi integrativi diventino operativi l’ANDI ritiene indispensabile, per tutelare gli studi monoprofessionali, la salvaguardia del seguente principio:

il libero professionista accreditato potrà operare negli studi autorizzati, eventualmente anche per conto dei fondi sanitari integrativi, con standard qualitativi prestabiliti a livello nazionale e tariffe definite tramite la contrattazione sindacale periferica. All’interno delle strutture accreditate dovranno operare per evitare l’istituzione del terzo pagante.

L’ANDI deve inoltre attivarsi affinché tutte le prestazioni professionali siano assoggettate allo stesso regime fiscale.

La formazione professionale continua, necessaria per l’accreditamento, dovrà essere obbligatoriamente gestita anche dall’ANDI.

Questo documento è stato approvato all’unanimità dalla IV° Commissione:


Campania: Dr. F. Colace

Calabria: Dr. T. Raschellà

Friuli Venezia Giulia: Dr. P. Dri

Lazio: Dr. C. Cortesini

Liguria: Dr. G. Inglese Ganora

Lombardia: Dr. C. Procopio

Marche: Dr. A. E. Pagnoni

Piemonte: Dr. F. Bruno

Toscana: Dr. A. Cinelli

Veneto: Dr. D. Del Monaco


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