29/9/2001 - Conferenza Organizzativa ANAAO:
il documento della segreteria nazionale


La Segreteria Nazionale Anaao Assomed, sentite le argomentazioni emerse dal dibattito sviluppato in occasione della Conferenza Organizzativa Nazionale dell’Anaao Assomed riunita a Ostia nei giorni 28 e 29 settembre 2001, ed esaminato lo scenario di politica sanitaria che si sta delineando con alcuni atti legislativi e a seguito delle dichiarazioni programmatiche espresse da eminenti esponenti dell’attuale maggioranza governativa:

Ciò non esclude la possibilità di analizzare e sperimentare nuovi modelli gestionali che prevedono l’utilizzo di nuove risorse economiche provenienti da operatori privati, a condizione che si configurino come reali soggetti “no profit”.

Le misure allo studio del Ministero della Salute, presentate come punti strategici prioritari del programma sanità, pur in assenza di un esplicito progetto di Riforma del sistema da parte del Governo destano nell’Associazione notevole preoccupazione.

Come Associazione di professionisti medici che lavorano negli ospedali pubblici l’ANAAO-ASSOMED si opporrà con forza a qualsiasi tentativo di penalizzazione degli ospedali in quanto sarebbe impoverita l’espressione professionale dei colleghi, a tutto danno della qualità delle cure.

In particolare denuncia come ambigua e confusa l’ipotesi di riconversione degli ospedali minori in centri distrettuali all’interno dei quali il personale ospedaliero sarebbe supportato o sostituito dai medici di medicina generale. La riorganizzazione della rete ospedaliera perseguendo una reale integrazione funzionale non può che avvenire attraverso l’opportuna valorizzazione di tutti i presidi, e non solo di quelli più grandi, pur nell’ambito delle compatibilità di bilancio: va perseguita l’eccellenza della rete ospedaliera e non quella di singoli presidi che rappresenta un intollerabile istituzione di ospedale di serie a e di serie b. Rispetto al rapporto di lavoro dei medici l’ipotesi avanzata appare contraddittoria. La scelta del medico nell’attività libero professionale deve rimanere al cittadino e non può subire limitazioni da parte del Direttore Generale, che, secondo le ipotesi formulato dal Ministero della Salute, concederebbe tale opportunità ai soli colleghi che accettano di instaurare con le aziende rapporti libero professionali.

Dal rapporto esclusivo, comunque riconfermato come rapporto ordinario, discende naturalmente il diritto allo svolgimento della libera professione.

L’unico aspetto che ci trova d’accordo con il progetto è riconoscere la reversibilità della scelta dell’esclusività di rapporto.

Inoltre un passaggio generalizzato dal rapporto di dipendenza a quello libero professionale, quale quello auspicato dal Ministro, realizza una trasformazione dello stato giuridico dei medici che li riporta indietro di 40 anni sottoponendoli ad inaccettabili condizioni di precarietà e ricattabilità.

Più opportunamente la flessibilità all’ingresso, realizzata prevedendo l’accesso al SSN per i Medici non specialisti o in corso di specializzazione e riconoscendo funzioni formative al Sistema di assistenza, risolve seri problemi di organizzazione, di disponibilità di risorse professionali, valorizza il ruolo anche formativo dei medici più esperti e offre maggiori opportunità professionali a molti colleghi.

Per quanto riguarda la ECM, l’obbligatorietà prevista dall’attuale legislazione implica la necessità di una adeguata organizzazione e di un adeguato finanziamento da parte dello Stato. In carenza di queste due condizioni, il sistema e i tempi di attuazione dovranno essere necessariamente rivisti e riconsiderati.

La Segreteria Nazionale denuncia, inoltre, il malessere della categoria per la mancata applicazione generalizzata in tutte le aree del Paese, della contrattazione integrativa per quanto riguarda gli istituti normativi qualificanti del CCNL e gli istituti economici non automatici a causa dei colpevoli atteggiamenti omissivi della gran parte dei Direttori Generali, per le opportune iniziative valutative sui comportamenti degli stessi.

La Segreteria Nazionale ritrova nella relazione introduttiva del Segretario Nazionale dott. Serafino Zucchelli, tenuta in occasione della Conferenza Nazionale Organizzativa del 28 e 29 settembre, tutti gli argomenti di prioritaria importanza e li individua come gli elementi su cui basare le prossime iniziative di tutela sindacale:

unicità ed universalità del SSN con investimenti finanziari per l’adeguamento strutturale e tecnologico per tutte le strutture ospedaliere;

  1. individuazione dei livelli essenziali di assistenza e di prevenzione uniformi su tutto il territorio nazionale;
  2. mantenimento di un livello nazionale di contrattazione a garanzia dell’unicità del SSN ed introduzione di un forte livello regionale di controllo e di indirizzo sulla contrattazione aziendale;
  3. definizione di precisi criteri di accreditamento per tutti i soggetti erogatori a tutela della qualità delle prestazioni sanitarie rese ai cittadini;
  4. mantenimento della proprietà pubblica degli Ospedali, con un riassetto della rete ospedaliera integrata che ne garantisca l’indispensabile adeguamento anche qualitativo;
  5. revisione del potere monocratico del Direttore Generale con l’introduzione del consiglio di amministrazione in cui sia prevista la presenza qualificante del corpo medico;
  6. riaffermazione del principio di libertà di scelta del cittadino nei confronti del medico del SSN garantendo a tutta la categoria il reale esercizio della libera professione.

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